Chi era al Baghdadi, il Califfo del terrore a capo dei tagliagola dell’Isis

 Il leader dell’Is Abu Bakr al-Baghdadi è morto: e il mondo tira un sospiro di sollievo. Mentre ai vertici dei miliziani dell’Isis si è aperta una sanguinosa lotta alla successione al vertice del Califfato. E come quasi tutti ipotizzano, anche se la conferma ufficiale su modalità e tempi della morte del califfo, è «altamente probabile» che al-Baghdadi sia rimasto vittima – come annunciava la Russia lo scorso 22 giugno – in un raid russo effettuato il 28 maggio alla periferia di Raqqa, nel nord della Siria. Oggi la tv irachena Alsumaria, citando una fonte nella provincia irachena di Ninive (quella in cui si trova Mosul), afferma che i jihadisti dell’Is hanno diffuso un breve comunicato per annunciare la morte del Califfo: tutto dopo che ieri il premier iracheno Haider al-Abadi ha annunciato ufficialmente la «vittoria sull’Is dal cuore di Mosul liberata».  Certo, il terrorista più ricercato del pianeta, con una taglia di milioni di dollari sulla testa, è stato dato in più occasioni in passato per morto o ferito: tutte informazioni che sono state poi puntualmente smentite. Ora, però, tra quelle poche notizie certe su al-Baghdadi, rientra anche quella della sua morte. Vediamo allora, in una scheda riassuntiva, chi era il Califfo del terrore a capo dei tagliagola dell’Isis.

Ecco chi era il Califfo al Baghdadi

Tra le poche informazioni sulla vita del Califfo figura quella in base alla quale si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra il febbraio e il dicembre del 2004. Poi il buio, almeno fino a quando Al-Baghdadi decide di rivelarsi al mondo, tre anni fa: all’inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l’Is aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi era apparso in un video che lo ritraeva nella Grande Moschea (o Moschea di Al-Nuri, ormai distrutta) mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava Califfo di un territorio che si estendeva dalla Siria all’Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. Negli anni poi, come noto, il Califfato ha fatto di Mosul e Raqqa le sue roccaforti e l’Is ha terrorizzato e continua a terrorizzare l’Occidente. Oggi Mosul è finalmente libera dal gioco jihadista, dopo nove mesi di battaglia, e a Raqqa si prepara all’offensiva finale contro i miliziani, orfani del capo morto, non si ancora come e quando, ma sicuramente morto.