Caso Charlie, si muove il Vaticano. Il giurista: «Trasferirlo è possibile»

I motivi legali che impediscono il trasferimento del piccolo Charlie Gard sono «incomprensibili». A dirlo è il giurista italiano Alberto Gambino, ordinario di diritto privato e presidente della associazione Scienza & Vita. Gambino interviene dopo il rifiuto del Great Ormond Street Hospital di dare il via libera al trasporto del piccolo al Bambino Gesù di Roma, che si era offerto di assisterlo «per il tempo che gli resta da vivere». Non solo, dopo il rifiuto dei sanitari inglesi a dare un’ultima speranza a Charlie e alla sua famiglia, la vicenda è arrivata anche al Parlamento europeo, dove circa quaranta deputati hanno scritto una lettera aperta in cui parlano di «esito oltraggioso del caso» ed esprimono «pieno appoggio» a Charlie e ai suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che si stanno battendo con tutte le forze per tutelare la vita del figlio.

Per la Corte di giustizia «trasferire Charlie è possibile»

«Non comprendo quali siano le motivazioni legali addotte dal Great Ormond Street Hospital di Londra per non trasportare il piccolo Charlie in Italia presso il Bambin Gesù», ha spiegato Gambino, chiarendo che «agli atti processuali, il 21° statement della decisione dell’High Court of Justice statuisce espressamente che “Transporting Charlie to the Usa would be problematic, but possible” (“Portare Charlie negli Stati Uniti potrebbe essere problematico, ma possibile”, ndr) ». Il pronunciamento, dunque, per Gambino, «indica inequivocabilmente che come è tecnicamente possibile il trasferimento di Charlie negli Usa, così lo può essere anche in Italia nella struttura ospedaliera Bambino Gesù». «Sarebbe, del resto, davvero in contrasto con lo spirito tipicamente liberale anglosassone – ha concluso il professore di diritto – privare per motivi burocratici della libertà di circolazione e di cura un essere umano malato e costringerlo a morire nel suo luogo di residenza».

«Contro il piccolo una condotta vergognosa»

«Ci riteniamo obbligati a esprimere le nostre preoccupazioni più profonde riguardo al risultato oltraggioso del caso di Charlie, che infrange i valori fondamentali dell’Europa, in particolare il diritto alla vita, il diritto alla dignità umana e all’integrità personale», si legge nella lettera aperta i cui primi firmatari sono tre firmatari Miroslav Mikolášik, Luigi Morgano, Laurentiu Rebega. Gli eurodeputati, dopo aver ricordato la vicenda medica, umana e giudiziaria di Charlie e della sua famiglia, si chiedono come sia «possibile che anche oggi, nel ventunesimo secolo, in tempi in cui noi stessi definiamo la nostra epoca come quella che rispetta i valori fondamentali della vita e della dignità umana, il Regno Unito non agisca nel migliore interesse dei suoi cittadini?». La lettera quindi si conclude con una presa di posizione fortissima: «Noi, sottoscrittori deputati del Parlamento europeo, intendiamo rispondere con un chiaro “no” e condanniamo fermamente la vergognosa condotta che minaccia questi valori della nostra società civili».

L’impegno del Vaticano

Sulla vicenda, per la quale il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha annunciato un intervento presso il suo omologo inglese Boris Johnson, si era registrato anche un impegno importante da parte del Vaticano. «La Santa Sede farà il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard», ha detto il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, chiarendo che da Oltretevere sarà profuso tutto l’impegno possibile per superare i problemi posti da parte britannica al trasferimento.