Toti “bacchetta” Confalonieri: «La politica dei due forni utile solo a Grillo»

Eppur si muove. Il centrodestra sembra immobile, quasi impagliato nelle sue ricorrenti polemiche su leadership, primarie, unità. Invece, a leggere tra le righe, ci si può rendere conto che, in realtà, qualcosa si muove anche lì. Per fortuna. Provare, per credere, ad ascoltare l’intervista concessa da Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi nonché governatore della Liguria, a Maria Latella di SkyTg24.

Il “partito” Mediaset tifa Renzi

Da tempo Toti si è ritagliato il ruolo di “guastatore” di ogni ipotesi di accordo, anzi di inciucio, tra Renzi e Berlusconi, che, al contrario, non viene affatto disprezzato negli ambienti Mediaset, che pure contano moltissimo nelle decisioni del Cavaliere come ben sa lo stesso Toti che proprio in quella stessa azienda è professionalmente cresciuto. Non è quindi risposta ordinaria quella che ha dato alla Latella quando questa gli ha chiesto un giudizio sulla “politica dei due forni” che solo qualche giorno fa un pezzo da novanta dell’entourage berlusconiano come Fedele Confalonieri aveva ripreso dalle pratiche della Prima Repubblica per presentarla al Cavaliere come la quadratura del cerchio con cui restare alleato della Lega in periferia pur legandosi a Renzi a livello nazionale. Una soluzione, però, che a Toti non piace. E lo dice apertamente, forse più apertamente di quel che la prudenza consiglierebbe: «Confalonieri, che mi onoro di avere come amico e per averci lavorato per tanti anni, viene sempre considerato come un oracolo politico, ma è un uomo di impresa. Gestisce Mediaset da oltre un ventennio, da quando Berlusconi è sceso in politica, ed è ovvio che abbia tutte quelle pulsioni tipiche dell’uomo di imprese, ovvero la stabilità e la durata delle legislature, perchè l’impresa questo chiede alla politica».

Toti: «Con Lega e FdI lavoro benissimo»

Sistemato Confalonieri, il governatore si lancia sul «centrodestra del futuro» che lui vorrebbe realizzare attraverso «una bella costituente» con tutti gli attori seduti «intorno allo stesso tavolo». Del resto, Toti già governa la Liguria nel nome del cenmtriodesatra, quindi in alleanza con Lega e FdI-An: «Abbiamo fatto un mucchio di cose buone insieme». Da qui la sua contrarietà alla politica dei due forni. «Fa crescere semplicemente il consenso per l’antipolitica e per chi considera questo Paese il regno degli inciuci», spiega all’intervistatrice. Quindi, è la sua logica conclusione, «se ne avvantaggia sostanzialmente solo Grillo oppure chi non va a votare». E vai a dargli torto.