Meloni al Cav: «I moderati in politica non esistono più. Basta con le etichette»

«Basta inciuci con Renzi e col sostegno alle leggi della sinistra a misura di banche e poteri forti. Basta». È un messaggio molto chiaro quello che Giorgia Meloni, dalle colonne di Repubblica, manda a Silvio Berlusconi all’indomani del successo dei ballottaggi. «Io voglio vincere. E come me Matteo Salvini e Giovanni Toti: tra noi c’è gioco di squadra. Chi vuole stare dalla parte degli italiani, bene, le porte sono aperte: ma si faccia chiarezza, una volta per tutte», ripete la leader di Fratelli d’Italia, reduce dal bagno di folla a l’Aquila dove il “suo” candidato, Pierluigi Biondi, ha strappato il capoluogo del cratere a decenni di amministrazione rossa. «Ebbene sì, fatemi autocelebrare per un giorno. Era da quattro anni che aspettavo questo momento», sorride pensando a Pistoia, dove il giovane Alessandro Tomasi di Fratelli d’Italia ha avuto la meglio sulla sinistra storica e a Verona, il cui nuovo sindaco è un ex An.

Meloni a Berlusconi: basta inciuci

Al Cavaliere, che lunedì aveva parlato di coalizione moderata e liberale, risponde senza giri di parole: «Ancora con questa storia della moderazione? Ma è una categoria che in politica non esiste più. Ad ogni modo, a me le etichette non interessano, interessano i contenuti», dice la Meloni. «Vorrei sapere cosa pensa Berlusconi di un referendum abrogativo sullo ius soli, del reddito di infanzia da 400 euro al mese per chi mette al mondo un figlio in condizioni di difficoltà, di un piano per abbassare la tassazione alle imprese che assumono, di stabilire che la nostra Costituzione viene prima delle norme europee, come accade in Germania. Ecco, da queste basi si costruisce una coalizione, non dalle etichette», incalza l’ex ministro della Gioventù.

Serve gioco di squadra e chiarezza

Per Fratelli d’Italia la vittoria delle urne è «la rivincita delle idee chiare. È giunto il momento di chiamare le cose con il loro nome, non più quello di melasse e del politicamente corretto. Gli italiani non si fanno più filtrare né rappresentare dall’intellighenzia». Quanto al nodo delle alleanze la Meloni ribadisce: «Le porte sono aperte, più siamo meglio è. Chi ci vuole stare, bene, ma basta perdere tempo, basta coi tatticismi, i leaderismi, gli inciucismi, gli ammiccamenti strani, è il tempo della responsabilità. Le amministrative hanno dato ragione a chi, come noi di Fdi o come Toti, ha lavorato su una proposta di governo credibile». Parole chiare anche sulla leadership, croce e delizia di Forza Italia. «Niente retorica della società civile. Il disastro Monti ci è bastato. Bisognerà trovare un metodo, occorre gioco di squadra. Tra me, Giovanni Toti e Matteo Salvini questo gioco c’è. Dopo di che, ogni metodo di selezione della leadership va bene. II capo dello Stato intervenga per sciogliere questo Parlamento ormai del tutto delegittimato purché ci si metta a lavorare per un nuovo governo di centrodestra che gli elettori hanno mostrato di volere. Diversamente, ci prenderanno per marziani».