La Francia torna alle urne: 8000 candidati ai blocchi di partenza. Tutte le curiosità

La Francia torna oggi alle urne – a poco più di un mese dal voto per l’Eliseo – per le elezioni legislative, con il ballottaggio previsto per il prossimo 18 giugno. Un appuntamento decisivo, che chiude il processo elettorale iniziato il 23 aprile scorso con il primo turno delle presidenziali.E i sondaggi sembrano non avere dubbi: scommettono tutti sul trionfo del movimento del presidente Emmanuel Macron, la Republique en Marche (Rem).

La Francia torna alle urne: En Marche verso il trionfo?

Addirittura, secondo le ultime proiezioni, potrebbe conquistare tra i 397 ed i 427 seggi su un totale dei 577 seggi. Un assopigliatutto schierato su una linea di partenza che vede ai blocchi quasi 8000 candidati ad un seggio parlamentare. Come si vota per le legislative? Il voto per il rinnovo dell’Assemblea nazionale è organizzato per circoscrizioni, 577 in tutto, 11 delle quali all’estero, che esprimono i 577 deputati della camera. Ogni elettore fa capo ad una circoscrizione – a sua volta spesso nata dalla suddivisione di un dipartimento – all’interno della quale si affrontano candidati di tutte le formazioni politiche che sono riuscite a presentarne uno.

Il voto francese nel dettaglio: le particolarità

E allora, nel dettaglio: sono 7.882 i candidati sulla linea di partenza per le legislative francesi di oggi e del secondo turno del 18 giugno, molti di più rispetto al 2012, meno del record registrato nel 2002. Una media di 14 candidati a seggio, considerando che quelli in palio sono 577. Caratteristica di questi candidati è l’età relativamente più bassa rispetto al passato, 48,5 anni rispetto ai 50 del 2012 e dei 51 del 2007, anche se a voler andare ancora più indietro, gli aspiranti parlamentari erano ancora più giovani: 48 anni nel 2002 e 42 nel 2007. A guardare i singoli partiti l’età media è di 54 anni per i comunisti, l’estrema sinistra o la France Insoumise, 47 anni per il FN e 46 per La République en Marche.

Quasi 8000 proposte: ecco l’esercito dei candidati

Non solo: il 19,35% dell’esercito di candidati appartiene alla categoria socioprofessionale dei “quadri dell’amministrazione pubblica e delle professioni intellettuali ed artistiche”. Il 14% (1.102 candidati) è quadro in un’impresa, il 13,60% pensionato e il 9% esercita una professione liberale. Pochi gli operai (1,75%), gli agricoltori (1,38%), gli artigiani (1,1%). Tra i mestieri più frequenti, i professori delle scuole superiori, dirigente di impresa, funzionario. Ci sono anche 267 studenti, più degli ingegneri o degli avvocati. Tra le curiosità di questa rassegna degli aspiranti deputati fatta da Le Monde, quella sui nomi più frequenti: tra gli uomini 130 Michel 103 Philippe e 88 Christophe. Tra le donne, Isabelle (78) Catherine (69) e Anne (60). Infine ‘Le Monde’ analizza il numero di rappresentanti presentati da ciascun partito e il rapporto tra questi e il numero dei collegi: l‘UPR di François Asselineau sostiene di aver presentato 574 candidati, quasi uno per circoscrizione, seguito dal Front national (FN), con 571, poi la France Insoumise (%%&), Les Républicains (480) spesso alleati de l‘Union des démocrates et indépendants (UDI, 148).