Un anno senza Pannella. Quella profezia sull’Africa: “Aiutiamoli prima che ci invadano”

Il 19 maggio di un anno fa moriva Marco Pannella. Il leader radicale ha lasciato un’eredità politica tanto ingombrante quanto difficile da raccogliere. Un gigante politico per certi versi profetico come emerge dalla consultazione degli archivi di Radio Radicale. Basta riascoltare, ma è solo un esempio tra tanti, la registrazione di una trasmissione della Rai del 1981. Trentasei anni fa Pannella, intervistato da Enzo Biagi e Bruno Vespa, esponeva i contenuti della sua battaglia contro la fame nel mondo. Lo faceva a modo suo, con un intervento torrenziale, appassionato e dotto. Quella campagna contro la sterminio per fame nel mondo fece scandalo e non venne compresa da molti. Basta ascoltare lo scetticismo (a tratti irridente) di Biagi e Vespa. Il suo allarme: “È un ecatombe, è un olocausto”, ottenne dei risultati politici, che però non furono sufficienti a invertire la tendenza. 

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Pannella aveva “previsto” gli sbarchi dei migranti

Le sue argomentazioni, riascoltate a distanza di quasi quarant’anni, assumono connotazioni di stringente attualità. Il senso dell’intervento, poggiato sullo scandalo di uno Stato che permetteva “l’olocausto per fame” andava di pari passo con un innegabile pragmatismo. “Aiutiamoli adesso prima che i disperati dell’Africa e del terzo mondo vengano da noi”. Alla luce degli sbarchi quotidiani dei migranti sulle nostre coste un intervento più attuale che mai.