Statali, linea dura: licenziamenti per scarso rendimento. Ecco chi è nel mirino

La legge sugli statali da “vigilare” c’era già, ora ci sono anche gli ultimi dettagli, quelli che definiscono nel merito le misure disciplinati del testo unico sul Pubblico impiego: lo statale “bocciato” per tre anni di fila potrà essere licenziato ma la scure si abbatterà anche per i furbetti del cartellino, gli assenteisti, chi fa false dichiarazioni per ottenere posti e promozioni,  per chi viola in modo grave e reiterato i codici di comportamento oppure per scarso rendimento.

Oggi è arrivato il via libera definitivo del governo alla riforma del pubblico impiego con l’approvazione del decreto legislativo che introduce modifiche e integrazioni al ‘Testo unico del pubblico impiego”. Tra le novità sugli statali, le nuove norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, per accelerare e rendere effettiva l’azione disciplinare; il polo unico Inps per le visite fiscali; le modifiche alla valutazione delle performance dei dipendenti per ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire efficienza e trasparenza della Pa. Riguardo al procedimento per il licenziamento, non potrà essere annullato per cavilli purché lo sforamento dei tempi raddoppi la durata dell’azione, portandola a 180 giorni. Resta in vigotre l’articolo 18 con un tetto di 24 mensilità per il risarcimento. «Le misure contro i furbetti del cartellino stanno dando prova di essere efficaci», ha detto il ministro per la Pa Marianna Madia dopo il Cdm. «Dal monitoraggio del ministero abbiamo la prova concreta dell’efficacia delle sanzioni laddove c’è una mancata efficienza del servizio», spiega. «Ora – prosegue – abbiamo le carte in regola da punto di vista normativo per riaprire la stagione contrattuale»

Statali, la valutazione dei sindacati

«La riforma della Pubblica Amministrazione sta andando avanti anche con aspetti positivi. Penso, ad esempio, al dare sblocchi e stabilità ai tanti precari che abbiamo, alcune risposte stanno arrivando su spinta del sindacato ma ora bisogna far ripartire la contrattazione: la Pubblica Amministrazione, infatti, non la modernizziamo e non la rendiamo davvero efficiente se non attraverso la contrattazione pubblica», è il commento del segretario generale della Cisl, Annamaria Forlan

Critica invece l’Ugl: «La gogna mediatica scatenata dai casi di assenteismo ha funzionato: il governo ha dato la precedenza al codice dei licenziamenti, al polo unico Inps per le visite fiscali e alle pagelle. Invece, per l’adeguamento delle retribuzioni e lo sblocco del turn over siamo ancora allo stadio delle promesse visto che i rinnovi contrattuali sarebbero dovuti partire subito dopo la riduzione dei comparti di contrattazione e così non è stato», attacca il segretario generale dell’ugo. «A tutto ciò – prosegue Capone – si aggiunge l’incertezza dell’entità delle risorse che il governo ha stanziato per la riapertura della stagione contrattuale: stando alle cifre diffuse, siamo di fronte all’ennesimo ‘contentino’ elargito ad una categoria considerata, dal datore di lavoro, inutile e troppo numerosa».