Quello schiaffo di Grasso alla Camera, alla maggioranza e… a Renzi

«Meno male che c’è il Senato». In un colpo solo il presidente di Palazzo Madama, Piero Grasso ha inviato tre rimbrotti: alla Camera, alla maggioranza di piddini  e centristi alfaniani nonché all’ex premier Matteo Renzi, che con la sua riforma costituzionale, poi cancellata dal referendum, intendeva eliminare proprio il Senato. Questa  dichiarazione di Grasso si riferisce al pasticcio della legge sulla legittima difesa approvata ieri dall’Assemblea di Montecitorio. Quella bizzarra formula sulla possibilità di sparare solo nel «tempo della notte»  al ladro che entra in casa sta facendo ridere tutta Italia eccitando la fantasia degli umoristi più salaci.  

«Diciamo – ha detto Grasso – meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche». Grasso fa con ciò intendere che, con ogni probabilità,  la legge non uscirà dal Senato così come la Camera gliel’avrà inviata. Se  teniamo conto che ogni sussurro, tra le massime cariche dello Stato riguardo alle rispettive sfere di competenza, rimbomba con fragore, ci troviamo di fronte a un vero e proprio schiaffo. Innanzi tutto ai deputati, che hanno licenziato un testo oscuro e bizzarro. In secondo luogo alla maggioranza, che ha violato il buon senso in nome del compromesso politico a ogni costo. E in terzo luogo, appunto, a Renzi, che si sarà anche infuriato con i suoi deputati per l’obbrobrio commesso sulla legittima difesa, ma che dovrebbe comunque battersi il petto, perché, se fosse stato per lui, la stramberia della legittima difesa da esercitare solo in «tempo di notte» sarebbe già legge. 

Vale comunque la pena ricordare che l’ex premier ha tirato le orecchie ai suoi solo perché i sostenitori del Pd lo hanno subissato di critiche. Ma si è guardato bene dall’intervenire prima, quando la bizzarra formula inserita nella legge veniva partorita dai conciliaboli tra Pd e Ap.