Lo sfogo di Insinna: odio puro contro di me, potrei buttarmi in politica

Contro di me una campagna di “odio puro”. Si sfoga con il Corriere della sera Flavio Insinna, in un’intervista con Tommaso Labate, e annuncia che potrebbe dire addio alla tv e lanciarsi in politica. “Non sono un potere forte, sono una persona sola e ora ho davvero paura”. Contro di lui, precisa, sono stati usati anche estratti del suo libro, insomma una vivisezione di un personaggio per questioni di concorrenza televisiva. Il tutto a partire da fuori onda di cui certo non c’è da vantarsi…

Secondo Insinna tutto è cominciato “dopo il mio discorso a Cartabianca, quello in cui parlavo del vivere in un Paese gentile, è cambiato qualcosa. Me ne sono reso conto dal giorno dopo. Il video è diventato virale, riscuotendo successo ovunque. Ho ricevuto chiamate da chiunque. Ed evidentemente questa cosa ha cominciato a dar fastidio a qualcuno. Come a dire, “e questo mo’ che s’è messo in testa, dove vuole andare?” “. Chiamate e anche offerte di arruolamento “di qua o di là, di sopra o di sotto”. E, dopo la gogna cui è stato sottoposto, Insinna ripensa proprio a quei corteggiamenti: “Sa che le dico? In quei giorni avevo detto di no. Adesso, con la campagna di odio che sto subendo, le rispondo che invece potrei pensarci. Lo sa dove stavo mentre mi stavano preparando quel bel piattino? Ero stato a Marghera, in un poliambulatorio di Emergency che cura non solo gli immigrati, ma anche gli italiani che non possono permettersi il medico”.

Ad Antonio Ricci, che con “Striscia” ha avviato il massacro mediatico contro di lui, Insinna direbbe: “Parliamoci, perché tanto odio?”. Bè, domanda retorica, in un Paese afflitto da una dilagante sindrome di Piazzale Loreto.