Lo “scoop” di Beppe Grillo: «A Roma non c’è un problema rifiuti, sono pettegolezzi»

L’appuntamento con il popolo dei Cinquestelle è per sabato, tra Perugia e Assisi, dove si svolgerà la marcia per il Reddito di cittadinanza. Ma quel post sul suo blog in cui il leader del M5S, Beppe Grillo, chiama a raccolta i suoi su un tema economico, c’è spazio anche per una clamorosa scoperta: a Roma non esiste un’emergenza rifiuti. Trattasi di fake news, secondo Grillo, che sul blog lascia intendere che ci sia una congiura mediatica in atto contro la Raggi: «Se guardate i giornali di che si parla? Della fantomatica emergenza rifiuti a Roma creata ad arte dai media e poi sgonfiata dall’evento boomerang delle magliette gialle del Pd che hanno mostrato a tutta Italia una capitale non certo in emergenza: l’ultima ondata del malevolo pettegolezzo mediatico anti MoVimento». Grillo si chiede come mai, invece di parlare di rifiuti, i giornali non parlino di povertà: «Perché – insiste – non ci danno la colpa anche della povertà? Ci hanno dato la colpa dello spread, dei rifiuti, del morbillo, della mancanza della libertà di stampa. Perché la povertà no?. È  semplice, aspettano il momento in cui governeremo questo Paese. Immaginate i titoli: “5 Stelle al Governo: 17 milioni di poveri!”. Tenetevi pronti: hanno già gli articoli nel cassetto», ironizza Grillo.

Rifiuti, la Ue ammonisce la Raggi

Sarò anche una bufala, ama intanto anche la Ue si muove su Roma e ammonisce la Raggi: «Inceneritori e discariche non sono l’opzione favorita della Commissione Europea per quanto concerne i metodi di trattamento dei rifiuti, ma sono ancora necessari», dicono fonti della Commissione europea, dopo le affermazioni del sindaco di Roma. La direttiva quadro Ue sui rifiuti, ricordano le fonti, impone una “gerarchia” delle modalità di trattamento degli stessi che “dà priorità ad altre soluzioni, che mirano alla prevenzione e al riciclaggio”.  Tuttavia, per quanto ultimi in ordine di preferenza, “inceneritori e discariche sono ancora necessari per i rifiuti residuali”. Pertanto, “sta alle autorità nazionali decidere il mix tra i diversi impianti di gestione dei rifiuti sul proprio territorio, in modo da essere in linea con le norme comunitarie”. Capito, Virginia?