Gioielliere ucciso, un testimone: «Alle 21.30 era vivo e con un amico» (video)

Già dalla prime battute, e dal primi rumors circolati a ridosso del ritrovamento del corpo del gioielliere napoletano privo di vita all’interno del suo negiozio di Marano, nonostante la cassaforte aperta e svuotata, la tesi della rapina finita in tragedia non ha convinto gli inquirenti al lavoro sul caso. ora, ai dubbi e alle supposizioni, si aggiunge la testimonianza di qualcuno che sostiene di aver visto la vittima alle 21.30 di ieri in vita e in compagnia di un amico…

Gioielliere ucciso, un testimone. «Alle 21.30 era vivo e con un amico»

Uno scenario raccapriccinate quello che si sono ritrovati di fronte i carabinieri della compagnia di Giugliano, quando, varcata la soglia della gioielleria hanno scorto dopo poco il corpo di Salvatore Gala, 43 titolare dell’attività, riverso a pancia in giù, adagiato su un lago di sangue, dietro al bancone del suo negozio. L’uomo sarebbe stato ucciso a colpi di pistola e la cassaforte è stata svuotata. L’allarme è stato lanciato dalla madre, preoccupata perché il figlio tardava a rincasare dopo l’orario di chiusura del negozio. Sul caso, allora, sta indagando la Procura di Napoli Nord, forte della collaborazione dei carabinieri della compagnia di Giugliano, tutti sulla rotta dell’omicidio per rapina, ma non si escludono altri ipotesi.

L’ipotesi della rapina non è l’unica al vaglio degli inquirenti

Anzi: sembra sia convinzione delle inquirenti che i gioielli potrebbero essere stati portati via dopo il delitto al solo scopo di mascherare altri moventi possibile. Procura e carabinieri, infatti, si stanno interrogando sul perché la vittima si sia trattenuta in negozio oltre l’orario di chiusura: doveva forse incontrare qualcuno? E quel qualcuno potrebbe essere l’uomo intercettato in sua compagnia dalla testimone?