Forza Italia e grillini per l’Italicum bis ma il Pd frena: poi non si governa

Lo stop del Partito democratico è arrivato subito ieri sera, un attimo dopo la divulgazione del testo base Mazziotti, l’Italicum bis. “Il nostro ok non è scontato”, ha detto a caldo il presidente dei deputati dem, Ettore Rosato. Oggi il Pd insiste. “Forza Italia e M5S vogliono un neo Porcellum per un Parlamento stile Prima Repubblica”, scrive il capogruppo in Affari Costituzionali, Emanuele Fiano, su Fb. E ancora il renziano Dario Parrini: l’Italicum bis porta a “governi instabili basati su maggioranze pasticciate, spezzettate e paralizzate dai veti incrociati”. Il messaggio è chiaro e il Pd riunirà l’ufficio di presidenza del gruppo martedì mattina per decidere ufficialmente come esprimersi sul testo base Mazziotti. Ma il “no” è nei fatti o meglio nelle dichiarazioni che si susseguono in queste ore. Tuttavia il muro dei dem contro l’Italicum bis si scontra con un fronte proporzionalista che, anche alla Camera dove pure il Pd ha un gruppo molto consistente, può rivelarsi più che insidioso. Numeri alla mano. I fautori di una soluzione che contenga almeno qualche elemento di correzione maggioritaria sono i dem, appunto, la Lega e la pattuglia dei verdiniani. Mdp si è associato al fronte dei contrari all’Italicum bis non tanto perché contrario al proporzionale ma per la battaglia contro i capilista. Punto quest’ultimo che, di contro, compatta il Pd: le minoranze, orlandiani in testa, sono infatti contrarie ai capilista bloccati.

Legge elettorale, il fronte proporzionalista è trasversale

Il fronte proporzionalista o comunque dei sostenitori dell’Italicum bis parte dai 5 Stelle e arriva fino a Forza Italia passando per tutti i gruppi e sottogruppi più piccoli che, ovviamente, non possono che vedere di buon occhio un proporzionale puro (con un premio di maggioranza che scatta solo se una lista raggiunge il 40%) e una soglia di sbarramento di appena il 3 per cento. In aula alla Camera, se tutti i deputati sono presenti, la maggioranza è di 316. In linea teorica, se l’Italicum bis dovesse arrivare al voto nell’emiciclo di Montecitorio il fronte dei contrari all’Italicum bis sarebbe di 307 parlamentari: 282 Pd, 19 Lega e 6 Ala. A quel punto sarebbe determinante la scelta dei 40 deputati di Mdp che dovrebbero votare insieme al Pd di Matteo Renzi contro il proporzionale. Insomma, una maggioranza sul filo. E anche in commissione però gli equilibri sono precari. I membri della Affari costituzionali sono 48. Con 21 Pd, 1 Ala e 2 Lega si arriva a 24, esattamente la metà. Intanto oggi Silvio Berlusconi ha visto alcuni parlamentari a palazzo Grazioli e durante l’incontro si sarebbe parlato anche di legge elettorale. il leader di Fi, al momento, non si smarca dall’asse, di fatto, con i 5 Stelle sul proporzionale. Certo, avrebbe osservato, con l’Italicum bis le larghe intese sarebbero scontate perché nessuno, neanche i 5 Stelle, secondo Berlusconi, potrebbero arrivare al 40 per cento per far scattare il premio di maggioranza. E in questo quadro, se il verdetto della corte di Strasburgo arrivasse in tempo per candidarsi, il Cavaliere è convinto di poter portare Fi al 20 come nel 2013. Un “tesoretto” non irrilevante in vista di larghe intese dopo il voto. Posizioni, al momento, molto distanti da quelle del Pd e di Renzi che oggi ha ricordato che per i dem la stella polare resta un sistema che garantisca la governabilità. “La nostra posizione, nonostante il fallimento del referendum, le cui conseguenze sono instabilità e rischio paralisi, è che la legge elettorale aiuti a consentire una governabilità”, ha detto il segretario del Pd.