Dramma vip, “Assunta madre” chiude: non per ferie, ma per riciclaggio

Assunta madre” chiude. Non per ferie, ma per riciclaggio. E, perciò, dove si potrà mangiare e spettegolare adesso nella Capitale? Vip di ogni vippaio basiti. Attoniti. Vien meno, all’improvviso, una delle poche certezze rimaste a Roma: il posto dove mangiare il pesce, chiacchierare di tutto e di più, pagare un conto mai banale e riuscire pure a farsi intercettare. Vuoi mettere la goduria del gomito a gomito col potente? Il brividino lungo la schiena e la suspance per quel che si diranno a quel tavolo così vicino quei soliti noti? Tutto svanito. Almeno per ora. “Assunta madre” chiude. Non per ferie ma per riciclaggio. Chiude il ristoro più vip che ci sia per di più piazzato a pochi metri di distanza dal palazzo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo: che se mai fosse stata una furbata voluta, questa sì sarebbe degna dell’Arsenio Lupin! Insomma, adesso che sono scattate le manette per i titolari e i sigilli per il locale saranno tempi un po’ più duri per le gaudenti e impertinenti scorribande culinarie del generone romano. E dire che il titolare Johnny Micalusi, arrestato stamane insieme ad altre sei persone con l’accusa di riciclaggio e autoriciclaggio, sembrava volersi smarcare dal solito clamore da notorietà nottambula e si era perciò recentemente segnalato per opere filantropiche e benefiche: ricevuto persino in Vaticano, in udienza privata, da Papa Francesco per una raccolta fondi a sostegno di un progetto dell’Ospedale “Gemelli“. Ma tant’è. La benedizione papale non ha impedito a Polizia e Guardia di Finanza di bussare alla sua porta. Perché, secondo i magistrati, il pesce di  Terracina era lecito, il denaro no.