Clamoroso al G7: Gentiloni parla, Trump non lo ascolta. Ultimo atto di un vertice flop

Sarà un mezzo fallimento, ma in pochi avranno il coraggio di ammetterlo. La sensazione, nell’ultimo giorno del G7 di Taormina, è che il summit dei grandi della Terra sarà ricordato come uno dei più fallimentari, nonostante lo sfoggio di sorrisi dei leader e i vestiti eleganti delle first lady. La giornata conclusiva del vertice vede, insieme ai confronti su tematiche di politica estera globale, si è incentrato sulla sessione dedicata all’Africa, con temi che toccano le economie internazionali come la sicurezza alimentare, l’accesso al cibo, la lotta alla malnutrizione «La discussione con l’Africa si concentra sull’esigenza di una partnership a tutto campo tra G7, Ong e Paesi africani” che abbia al centro “l’obiettivo dell’innovazione e dello sviluppo del capitale umano». ha detto Gentiloni aprendo la sessione “outreach” al continente nero. «Oltre all’innovazione della produttività”, all’Africa servono “infrastrutture di qualità e investimenti per lo sviluppo del capitale umano – continua il premier. Al centro del nostro lavoro c’è il messaggio per l’innovazione della produzione, infrastrutture di qualità e sviluppo del capitale umano». Ma mentre Gentiloni parlava, Trump non ascoltava. Prima di iniziare, il premier italiano, che ha parlato nella nostra lingua, aveva infatti esortato i presenti a prendere le cuffie per la traduzione. Esortazione seguita da tutti, ad eccezione del presidente americano, che non ha messo le cuffie neanche quando ha preso la parola, in francese, il presidente di turno dell’Unione Africana, Alpha Condè. (video di Repubblica)

E per stasera, dopo le divergenze di ieri sulle politiche commerciali, Donald Trump e Angela Merkel hanno preferito cancellare la conferenza stampa finale del G7 di Taormina. Con tutta probabilità il G7 si arriverà ad un testo comune e ad un accenno al clima nel quale gli Usa ribadiranno che “è in corso una rivalutazione della loro politica climatica”, mentre gli altri 6 paesi “prenderanno atto di questa ‘review'” ribadendo nel contempo “il loro impegno riguardo agli accordi di Parigi”. Un’intesa a 6, ma dalla quale resta fuori il Paese più importante del mondo.