Business dell’accoglienza, Gasparri: «Gli scandali? Erano tutti prevedibili»

Nel grande – e sempre più nero – business dell’accoglienza, il caso di Isola Capo Rizzuto è solo l’ultimo, emblematico tassello che va a comporre un mosaico criminale di vaste proporzione e di lunga durata. per questo Maurizio Gasparri (FI) intervenendo sugli scandali legati alla gestione dei migranti chiede con veemenza che vengano verificate eventuali complicità istituzionali

Gasparri: «Perché per 11 anni non è stato fatto nulla»?

«Già dal 2007 il Ros dei carabinieri aveva segnalato alla Prefettura di Crotone i problemi che riguardavano la gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto – rileva non a caso il senatore azzurro Maurizio Gasparri – aggiungendo poi che ormai «è ora di sapere perché per undici anni non sono state prese iniziative che solo ora, grazie alla determinazione del Procuratore di Catanzaro Gratteri, vengono finalmente assunte». Non solo: «Anche al Viminale – prosegue l’esponente di Forza Italia – troppi Odevaine, troppi funzionari compiacenti hanno chiuso gli occhi di fronte a una gestione dell’accoglienza più che discutibile. Anzi Odevaine, assurto ad alti incarichi amministrativi per volontà di Veltroni, ero poi transitato in altri ruoli nei quali aveva potuto influire su decisioni importanti. Ricordiamo che Odevaine stesso ha ammesso le sue colpe accettando il patteggiamento».

«Gli scandali erano tutti prevedibili»

Una rete di intrecci criminali e di collusioni collaudata nel tempo, lasciata nelle mani di organizzazioni libere di agire indiscriminatamente.«Non bisognava poi aspettare le rivelazioni del procuratore di Catania Zuccaro che ha detto che i quasi 5 miliardi che il governo Gentiloni destina alla gestione dell’immigrazione attirano le organizzazioni criminali. Dalle vicende romane, alle siciliane a quelle calabresi – prosegue Gasparri – c’è un filo ininterrotto di scandali che dimostrano come quello dell’immigrazione sia un business», insiste il vicepresidente del Senato ribadendo in ultima istanza la volontà, ferrea e imprescindibile, di «piantare dei riflettori sulle complicità istituzionali di vicende come quelle di Isola Capo Rizzuto. Anche in vista della conclusione dell’indagine conoscitiva sulle Ong, dobbiamo chiedere una svolta a tutti i livelli, nel Mediterraneo ma anche sul suolo italiano dove l’affarismo dilaga. Gli scandali che emergono erano tutti largamente prevedibili. I razzisti – conclude Gasparri – sono coloro che portano qui stranieri che diventano occasioni di lucro per bande di criminali».