A Dario Argento il Globo d’oro alla carriera: onore al merito al maestro del brivido

Dario Argento può già festeggiare.  L’Associazione della stampa estera ha annunciato le cinquine della 57/a edizione dei Globi d’oro del 2017:  il Globo d’oro alla carriera  va al regista Dario Argento e il Gran premio della Stampa estera a Restaurare il cielo di Tommaso Santi, che saranno consegnati il 14 giugno a Villa Medici. Quattro le candidature per La ragazza del mondo – miglior opera prima, sceneggiatura, attrice (Sara Serraiocco), attore (Michele Riondino) – e per La tenerezza – sceneggiatura, attrice (Micaela Ramazzotti), attore (Renato Carpentieri) e miglior film. Seguono con tre nomination Chi salverà le rose, Indivisibili, Veloce come il vento. Due per Il padre d’Italia, In guerra per amore, La pazza gioia, La pelle dell’orso, La stoffa dei sogni, Lasciati andare, Questione di karma, Our War.

Dario Argento, un maestro ormai riconosciuto

Dario Argento, l’indiscusso mesttro del brivido italiano, apprezzato da sempre all’estero – ai tempi, un po’ meno dalla critica italica radical chic- si prende i frutti di un successo che il pubblico non gli ha mai fatto mancare. Tempo fa – dopo aver festeggiato i 40 anni dell’uscita di uno dei suoi film più famosi, Suspiria, aveva annunciato il ritorno dietro la macchina da presa. “Ho un progetto, anzi due. Vediamo quello che partirà prima e tra qualche mese tornerò sul set. Ovviamente si tratta sempre di un horror. E sarà qualcosa di nuovo”. I fan sono in fibrillazione. Autore di film indimenticabili da Il gatto a Nove code, Tenebre, Phenomena, L’uccello dalle piume di cristallo, Dario Argento mise d’accordo tutti con un film ormai cult: Profondo rosso, considerato un classico a livello internazionale, riconosciuto come capostipite del genere horror e imitato da moltissimi registi negli anni a venire. Piacquero la  regia barocca e spericolata,  la scelta azzeccatissima di locations suggestive -tra tutte Villa Scott a Torino – meta di “pellegrinaggi” da parte dei suoi estimatori,anche a distanza di anni. Innovativa la scelta di girare le scene degli assassini “in soggettiva”, ossia con le mani del regista che uccidono i malcapitati. Tecnica allora originale, oramai utilizzata in tantissime produzioni nostrane e internazionali, vedi la serie Tv Pretty little liars che nelle prime stagioni ha chiaramente copiato a piene mani lo stile del nostro regista. 

Quando imitò la Raggi

Personaggio schietto e diretto. avevamo lasciato un Dario Argento scatenato – lui romano doc – – contro Virginia Raggi in una memorabile puntata di Un giorno da Pecora del mese scorso: si parlava di paura, ovviamente. Alla domanda dei conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari sul sindaco di Roma, Argento si è lanciato in una imitazione molto ironica, facendo il verso a dei presunti comportamenti che, a suo dire, terrebbe la Raggi. E concluse dicendo che in suo film la Raggi non l’avrebbe mai voluta.