Pence in Asia: “Con la Nordcorea la nostra pazienza è finita, pronti a tutto”

“E’ finita l’ora della pazienza strategica”, gli Stati Uniti cercheranno di garantire la sicurezza nella zona della Corea del Sud “con mezzi pacifici, ma tutte le opzioni sono sul tavolo”. Lo ha detto il vicepresidente americano Mike Pence, in visita oggi nella zona demilitarizzata tra Corea del Nord e del Sud, così come disse lo stesso allora presidente Obama l’anno scorso nella sua visita a Seul, dopo il quinto test nucleare di Pyongyang dal 2006. Si calcola che in dieci anni la Corea del Nord abbia incrementato il suo arsenale nucleare di parecchie volte. “Il popolo nordcoreano, le forze armate della Corea del Nord – ha detto ancora il vicepresidente Usa in visita alla zona demilitarizzata – non devono sottovalutare la determinazione degli Stati Uniti di stare al fianco dei nostri alleati”. L’alleanza tra gli Usa e la Corea del Sud, ha proseguito Pence, è “blindata”. Il vicepresidente Usa ha anche auspicato che la Cina contribuisca alla soluzione dell’attuale situazione di tensione nella regione. “Ci aspettiamo che facciano di più”, ha detto. Il programma della visita di Pence in Corea del Sud prevede anche un incontro con il presidente ad interim Hwang Kyo Ahn. Le prossime tappe della visita del vicepresidente Usa nella regione comprendono Giappone, Indonesia e Australia. Pence sta andando a trovare tutti gli alleati americani in Asia, tranne le Filippine, alleati e vicini della dittatura comunista nordcoreana che non ne possono più delle bizzarrie pericolose del giovane tiranno Kim jong un.

La flotta Usa vicinissima alla Nordcorea

Il presidente americano Donald Trump ha inviato una flotta militare guidata dalla portaerei Carl Vinson, che si sta dirigendo con altre navi verso la penisola coreana, nel Pacifico occidentale. Il posizionamento del gruppo guidato dalla Vinson arriva in risposta alle recenti provocazioni della Corea del Nord. Il Carl Vinson Carrier Strike Group, agli ordini dell’ammiraglio Harry Harris, costituisce la principale presenza militare Usa nella regione sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. Operazioni di pattugliamento di routine nel Mar Cinese Meridionale sono iniziate lo scorso 18 febbraio. Da parte sua la Corea del Nord, che proprio nelle ultime ore ha testato un nuovo missile, fallendo però il lancio, ha replicato che è pronta alla guerra totale contro l’America, anche nucleare se necessario. La Cina, tradizionale protettrice dei dittatori comunisti nordcoreani, stavolta preferisce recitare il ruolo di pompiere, mettendo in guardia tutte le parti da una escalation che avrebbe delle conseguenze imprevedibili per l’intera regione. La Russia da parte sua, dopo il raffreddamento dei rapporti con Washington in seguito all’aggressione Usa contro una base militare siriana, ipotizza addirittura che gli Usa potrebbero attaccare la Corea del Nord a sorpresa, così come hanno fatto in Siria.