Mosca mette all’angolo gli Usa: subito un’inchiesta sull’attacco chimico

Fare luce con un’inchiesta rapida e indipendente sulla strage del 4 aprile con presunte armi chimiche a Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib, nel nord della Siria. È quanto hanno chiesto i ministri degli Esteri di Russia, Iran e Siria nel corso di una conferenza stampa a Mosca dopo un incontro a porte chiuse in cui è stato fatto il punto anche sull’aggressione americana, successiva al raid, contro la base militare siriana di Shayrat. Prendendo la parola davanti ai giornalisti, il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al-Muallim, ha puntato il dito contro Washington, accusando l’Amministrazione Trump di attuare “politiche ostili” contro la Siria. Muallim ha auspicato un’indagine “rapida e imparziale” sull’attacco di Khan Skeikhun, che ha provocato oltre 80 morti, precisando che l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) “ha una missione che sta lavorando, ma in Turchia: stanno raccogliendo “campioni” in Turchia. Non accetteremo l’operato di tale inchiesta perché avvantaggia l’aggressione americana”. La Siria, ha proseguito, è pronta a fornire assistenza all’inchiesta che si dovrebbe tenere sul luogo dell’attacco.

Mosca: gli Usa si astengano da nuove aggressioni

“Ma gli Stati Uniti non vogliono un’indagine onesta”, ha affermato. “Abbiamo ribadito la nostra posizione e siamo uniti nell’affermare che l’attacco è stato un atto di aggressione che ha violato palesemente i principi della legge internazionale e della Carta delle Nazioni Unite“, ha dichiarato Sergei Lavrov, citato dai media russi. “Chiediamo agli Usa e ai suoi alleati di rispettare la sovranità della Siria e di astenersi dal compiere attacchi simili a quello portato il 7 aprile (contro la base di Shayrat, ndr) che hanno gravi conseguenze non solo per la regione, ma anche a livello di sicurezza globale”, ha aggiunto. “Insistiamo sulla richiesta di un’indagine approfondita, obiettiva e imparziale sulla circostanza dell’uso di sostanze chimiche a Khan Sheikhun il 4 aprile”, ha proseguito il capo della diplomazia di Mosca, sottolineando che il team investigativo che dovrà fare luce sull’attacco dovrà includere ispettori scelti da diversi Paesi per garantire la sua obiettività. Zarif, dal canto suo, ha evidenziato che “alcuni Paesi” hanno adottato un approccio “ipocrita” sulla questione delle armi chimiche, riferendosi agli Usa e citando gli attacchi con armi non convenzionali di cui gli iraniani sono stati vittime negli anni Ottanta durante la guerra con l’Iraq di Saddam Hussein. “È molto importante che tutti comprendano che le azioni unilaterali degli Stati Uniti sono già inaccettabili. Stiamo ancora soffrendo per le misure unilaterali prese nel corso degli ultimi decenni”, ha detto Zarif, che a sua volta ha auspicato un’indagine “internazionale per accertare i fatti” di Khan Sheikhun.