Milano, vietato andare al Campo X. Così vuole l’Anpi (ormai senza più partigiani)

E’ stata vietata la manifestazione al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano il 25 aprile dove sono sepolti i caduti della Rsi. Lì in occasione del 25 aprile si sono recati anche i sindaci di Milano Formentini, Albertini e Letizia Moratti in tempi in cui in Italia non era vietato parlare di”pacificazione nazionale”. Quest’anno la prefettura ha vietato invece la manifestazione organizzata da CasaPound e Lealtà e Azione come era stato richiesto dall’Anpi.

Per impedire l’omaggio ai  caduti l’Anpi aveva presentato un esposto. È stato il presidente provinciale dell’Anpi di Milano, Roberto Cenati, a dare la notizia esultando: “È un importante segno di discontinuità rispetto agli ultimi quattro anni in cui si è svolta proprio il 25 aprile una parata offensiva, un oltraggio a chi ha combattuto per la libertà. Ricordo che al Campo X sono sepolti Alessandro Pavolini, che è stato l’ultimo segretario del partito fascista, Francesco Colombo, comandante della squadra d’azione Muti, e gli autori dell’eccidio di piazzale Loreto”.

Il responsabile di Lealtà e Azione Fausto Marchetti intervistato dal Giornale ha spiegato che non c’era alcuna intenzione di organizzare una “parata nera”: “Intanto è opportuno sottolineare che non si tratta di nessuna marcia o manifestazione. Si tratta piuttosto di una cerimonia molto semplice, composta, silenziosa ed ordinata. Forse è proprio questo che dà tanto fastidio: viviamo in una società abituata al caos e l’ordine spaventa. Per il resto è un copione già visto. Da un lato Anpi, sigle sindacali e sinistra partitica chiedono aiuto a prefetto e sindaco, da loro votato e quindi in debito, e quest’anno anche al ministro dell’Interno, per far “democaticamente” vietare quel che a loro non piace. Dall’altro c’è la sinistra “extraparlamentare” che risponde alla consueta chiamata alle armi di alcuni giornali che fanno leva sul discorso dell’ordine pubblico”. Al Campo X, spiega ancora, “vi sono seppellite 921 persone, militari, civili, molti gli ignoti, molte donne, tre medaglie al valor militare, attori accusati di cinematografia fascista. Non cito nessuno perché ognuno di loro ha la stessa importanza per noi”.

Ma c’è un’altra questione da porre sul tappeto. Chi rappresenta l’Anpi? Chi legittima questa organizzazione a distribuire patenti di democrazia e a chiedere che venga proibito l’ingresso in un cimitero? Ebbene su un giornale che certo non simpatizza per l’estrema destra, cioè Repubblica, possiamo leggere oggi che l’Anpi ha fatto i conti del tesseramento 2016. Gli iscritti sono 125mila e i veri partigiani sono ormai solo 5000. Il grosso degli iscritti ha tra i 40 e i 70 anni. Sono 15mila i giovani al di sotto dei 30 anni.