Le Borse europee “festeggiano” Macron. Bene anche Milano (+4%)

Le Borse europee scommettono sulla vittoria di Emmanuel Macron su Marine Le Pen e festeggiano la conquista (momentanea) del podio più alto dell’ex-banchiere della Rothschild e già ministro dell’Economia di François Hollande: oltre a Parigi, che viaggia su un +4,38 per cento, il segno positivo si spande su tutte le maggiori piazze finanziarie del Vecchio Continente: da Francoforte (+2,86) a Londra (+1,80).

Parigi su tutte: +4,38. In rialzo anche Francoforte (2,86) e Londra (1,80)

Ma è la Borsa italiana, dopo quella francese, a far registrare il maggior rialzo: i listini di Milano, infatti, guadagnano un +4 per cento raggiungendo quota 20.532 con lo spread tra Btp e Bund in calo a 183 punti base. A trascinare in alto Piazza Affari sono soprattutto i titoli bancari: maglia rosa Unicredit +10,41 per cento, seguito da Ubi +7,60 e Intesa Sanpaolo +7. A beneficiare dell’euforia delle Borse europee, oltre ai titoli azionari, è anche l’euro. La nostra moneta si rafforza sul dollaro (sopra 1,08) facendo calare la tensione sul fronte dei titoli di Stato.

I mercati danno per scontata la vittoria di Macron

A confermare la diretta correlazione tra l’andamento positivo delle Borse e il risultato di Macron al primo turno delle elezioni presidenziali francesi è  Vincenzo Longo, market strategist di Ig e analista dei fattori di rischio nei mercati finanziari. A suo giudizio, infatti, il forte rialzo dei titoli sulle piazze finanziarie europee segnala qualcosa in più «della mera eliminazione dello scenario peggiore». Dove per scenario peggiore s’intende, secondo le parole di Longo, una più netta affermazione della leader del Front National al primo turno. Spiega infatti Longo che con questo rialzo in Borsa «gli investitori stanno comprando la vittoria di Macron e la sconfitta di Le Pen». Macron è arrivato primo con un vantaggio di due punti rispetto alla rivale e può contare sul  supporto degli altri partiti. «Probabilmente – azzarda Longo – i mercati stanno alzando quell’asticella di probabilità del 62 per cento e si stanno portando avanti, anche perché le scommesse della parte più speculativa vengono state fatte oggi e non l’8 maggio». Quel giorno, però, voterà il popolo. Non i mercati.