Biotestamento, “La morte vince sulla vita”: campane a morto in Molise

Non è piaciuta a qualche parroco la nuova legge sul biotestamento licenziata ieri dalla Camera e così, in Molise, oggi molte campane hanno suonato a morto per evidenziare il disagio almeno di una parte della chiesa per il provvedimento. “A quanto pare, in Italia la morte vince sulla vita”, hanno detto sei parroci molisani, che hanno anche fatto affiggere per la regione un necrologio sullo stesso argomento. D’altra parte il presidente della Cei è stato molto chiaro: la legge sul biotestamento, approvata ieri alla Camera, apre “derive pericolose” lontane dal testo della Costituzione che garantisce la salute come “un diritto”. È il giudizio espresso, in n’intervista al quotidiano la Repubblica, dal presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. “È un testo nel quale non possiamo riconoscerci, pur rilevando l’impegno con cui alcuni hanno cercato di migliorarne singoli aspetti”, spiega, un testo “adatto a un soggetto che si interpreta a prescindere dalle relazioni, considerandosi padrone assoluto di una vita che non si è dato. Inoltre, spezza il legame tra medico e paziente”. Quanto all’introduzione del divieto all’accanimento terapeutico e del riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare le terapie, il presidente dei vescovi italiani ricorda che “la chiesa non ha mai sostenuto l’accanimento, considerandolo una situazione precisa da escludere; l’attenzione alla persona, però, ci porta con altrettanta forza a contestare l’abbandono terapeutico. Il malato chiede di essere accompagnato in ogni momento sia sotto il profilo delle terapie che delle relazioni: questa prossimità fa la differenza”.