Addio isolazionismo: Trump bombarda la Siria e chiede aiuto “a tutte le Nazioni”

La prima azione di guerra di Donald Trump: 59 missili Tomahawk lanciati contro la base siriana di Al Shayrat, da dove, secondo l’intelligence americana, sarebbero partiti i jet di Bashar al Assad carichi di armi chimiche. Secondo la tv di Stato siriana, l’attacco missilistico degli Stati Uniti alla base aerea «ha provocato perdite». Mentre secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani in Siria almeno quattro soldati siriani sono rimasti uccisi nell’attacco e sono stati danneggiati una decina di hangar, un deposito di carburante e una base di difesa aerea.Non sarebbe stato colpito alcun aereo o mezzo dei russi, schierati con il regime di Damasco. I missili sono stati lanciati probabilmente da due navi da guerra alle 20.30 ora americana, le 2,30 in Italia, si legge su “Il Corriere della Sera“.

La prima azione militare di Donald Trump

Trump era a cena con il presidente cinese Xi Jinping, nel resort di Mar-a-Lago in Florida. Poco dopo si è presentato davanti alle telecamere per rilasciare una breve dichiarazione: «Cari concittadini, martedì scorso il dittatore siriano Bashar al-Assad ha lanciato un orribile attacco chimico contro civili innocenti; usando un letale gas nervino, Assad ha stroncato la vite di uomini, donne, bambini senza speranza. È stata una morte lenta e brutale per molti di loro. Perfino neonati meravigliosi sono stati crudelmente assassinati in questo attacco barbarico. Nessun figlio di Dio dovrebbe mai patire un simile orrore».

Appello di Trump alle “nazioni civilizzate”

Poi la spiegazione del raid. «Non c’è alcun dubbio che la Siria abbia queste armi terribili, violando i suoi impegni previsti dalla Convenzione sulle armi chimiche e ignorando gli inviti del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Non sono serviti anni di tentativi per indurre Assad a cambiare atteggiamento. E’ stato un fallimento e un fallimento molto drammatico. Il risultato è che la crisi dei rifugiati continua ad aggravarsi e le regione continua a destabilizzarsi, minacciando gli Stati Uniti e i suoi alleati. Questa sera faccio appello a tutte le nazioni civilizzate a porre fine alle stragi e allo spargimento di sangue in Siria e a porre fine al terrorismo di ogni tipo».