Sgominata una banda di truffatori nel Padovano: raggiravano solo sacerdoti anziani

Un sodalizio criminale che ha agito contro anziani sacerdoti: raggirati e beffati a più riprese da quattro italiani che hanno agito con le modalitità e il cinismo di una vera e propria banda criminale. Fino ad oggi, quando i militari della Stazione Carabinieri di Padova Prato della Valle, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, hanno eseguito perquisizioni a carico dei quattro sospetti – tre uomini ed una donna –uniti in nome di un patto criminale che li ha visti cooperare per realizzare truffe, più spietate che ingegnose, condotte a danno di numerosi prelati anziani.

Sgominata banda di truffatori: raggiravano i sacerdoti anziani

L’indagine è partita nel mese di ottobre 2016 a seguito della denuncia sporta da un sacerdote di Padova, il quale, contattato al telefono da sedicenti incaricati del Tribunale di Milano, truffato dall’interlocutore che, nell’indurlo in errore, provava a convincerlo di essere sottoposto ad un procedimento penale per dei mancati pagamenti in passato di abbonamenti a riviste, e di essere per questo soggetto a possibili conseguenze giuridiche ai suoi danni se non avesse fatto quello che, appuntom, gli veniva consigliato. Il parroco, convinto dalla bugie dell’uomo e incalzato incessantemente al telefono e via mail, a più riprese, ha pensato bene a quel punto di disporre diversi bonifici per più di 7.000 euro a favore di un fantomatico studio legale di Milano che, a detta dei truffatori, avrebbe dovuto aiutarlo nella gestione del suo complicato caso. Da lì è partita l’indagine che, come era facilmente prevedibile, grazie a successivi accertamenti ha appurato, non solo che i beneficiari e gli esecutori materiali della truffa aggravata erano sempre le stesse persone, ma anche che la stessa condotta delinquenziale era stata perpetrata anche nei confronti di molti altri prelati, anziani titolari di parrocchie situate in svariate Province del Nord Italia.

Sceglievano accuratamente le loro vittime in base all’età

Le perquisizioni, poi, hanno fatto il resto: eseguite a profusione, hanno permesso di assicurare al procedimento penale aperto un consistente materiale probatorio ritenuto valido a confermare la responsabilità penale dei soggetti indagati. Si è difatti riusciti a delineare in maniera chiara chi fungeva da “telefonista”, occupandosi anche delle comunicazioni on line da spedire a più riprese, e chi, invece, si prestava ad attivare a proprio nome presso diversi istituti di credito carte prepagate provviste di iban, idonee a ricevere bonifici, preoccupandosi anche di presentarsi tempestivamente allo sportello per incassare i proventi illeciti da suddividerepoi in un secondo momento anche con i complici della truffa. Al telefonista, allora, è stata sequestratea la “borsa da lavoro” dove, oltre a pc, chiavette usb, sim telefoniche fittizie sono stati ritrovati anche numerosi fogli scritti sia a mano che al computer, contenenti una nutrita lista di nomi di parroci, divisi per Provincia di residenza, con relative utenze telefoniche aggiunte ai dati sensibili delle vittime. I nomi dei parroci venivano scelti con attenzione, infatti, privilegiando i religiosi nati negli anni ’30-’40.

Ancora da definire la cifra racimolata con i raggiri 

Al momento, sembra che in totale siano state registrate truffe per almeno 150.000 euro, ma l’entità del guadagno illecito ottenuto dai truffatori, così come il numero delle vittime raggirate, ancora non è definito poiché è in corso l’analisi del materiale sequestrato e si stanno prendendo contatti con i vari nominativi di sacerdoti indicati nelle liste trovate in possesso della banda. Una banda che ha imperversato seminando panico e sconquasso negli ambienti ecclesiatici del padovano.