Sentenza choc a Bolzano, la dieta vegana non nuoce ai bambini. È polemica

Il fronte militante dei diritti veg può festeggiare: la mamma vegana che ha citato in giudizio il Comune di Merano che, per la seconda volta in due anni, aveva provato a esimersi dall’obbligo di fornire un menu vegano, prima al nido e poi alla scuola dell’infanzia, ha vinto il suo ricorso. E piantato la bandierina veg sulla vetta del riconoscimento giuridico. 

Mamma vegana vince il ricorso

Una sentenza che farà discutere, questa, pubblicata ieri dal Tar di Bolzano, che non tiene conto di altri casi analoghi arrivati a ben diversi epiloghi – e non solo sul piano normativo – che, smentendo fatti e convincimenti accreditati sul campo, per il legali della donna rappresenta «l’affermazione definitiva, ove ce ne fosse stato bisogno, del fatto che l’alimentazione vegana non è un detrimento per la salute umana a nessuna età e in nessuna fase dello sviluppo e della crescita». Un principio accreditato oggi da un preciso verdetto, ma che in passato, scontrandosi contro il muro dell’integralismo alimentare, ha rischiato di mietere più di una vittima e che stavolta, dopo essersi confrontato con convinzioni culturali e vite vissute, ha ottenuto il lasciapassare di un tribunale.

La vicenda in pillole

E allora, la vincenda in questione – che i proseliti del rito vegano sbandiereranno ai posteri come il casus belli che ha fatto la differenza – entra fattivamente nel merito nel 2015, quando il Comune di Merano, spiega l’avvocato Prisco – «aveva preteso un certificato medico per consentire a un bimbo iscritto al nido di seguire l’alimentazione vegana, manifestando preoccupazioni per la sua salute. In quello stesso anno il Tar di Bolzano si è pronunciato sulla questione dichiarando l’illegittimità della richiesta formulata dalla pubblica amministrazione e obbligandola a fornire il pasto vegano senza alcuna certificazione medica». Nel 2016 però, prosegue l’avvocato, molto attivo sul fronte dei “diritti veg”, «lo stesso Comune, cogliendo l’occasione del passaggio di quel bimbo dal nido alla scuola materna, decide direttamente di negare l’alternativa vegana, eliminandola dalle opzioni previste per la mensa scolastica. La madre, per la seconda volta  ricorre alle vie legali, rivolgendosi allo stesso tribunale amministrativo regionale» per chiedere un parere definitivo: quello che arrivato oggi e che, anche se chiude questo caso in particolare, di sicuro non esaurisce né l’argomento, né le polemiche ad esso strettamente correlate.