Offende l’Europa del Sud? Renzi attacca Dijsselbloem: si dimetta

Ancora una volta  Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo e ministro delle Finanze olandese,  è andato sopra le righe con dichiarazioni assai poco istituzionali contro il Sud d’Europa. Questa volta a protestare a distanza è un Matteo Renzi inviperito. «Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha perso un’ottima occasione per tacere. In una intervista a un quotidiano tedesco si è lasciato andare a battute stupide – non trovo termine migliore – contro i Paesi del sud Europa a cominciare dall’Italia e dalla Spagna», scrive su Facebook l’ex premier augurandosi che il presidento dell’Eurogruppo (della grande famiglia socialista) faccia le valigie.  

Renzi: Dijsselbloem se ne vada

«Penso che gente come Dijsselbloem, che pure appartiene al partito socialista europeo anche se forse non se ne è accorto, non meriti di occupare il ruolo che occupa. E prima si dimette meglio è. Per lui ma anche per la credibilità delle istituzioni europee». Nel mirino di Renzi una lunga intervista alla Faz nella quale, tra le altre osservazioni,  Dijsselbloem ha detto che «L’Europa del Sud spende i soldi per donne e alcool». Non è la prima volta che l’olandese, reduce da una clamorosa sconfitta del suo partito laburista alle elezioni, fa dichiarazioni all’insegna dell’austherity modello tedesco offendendo i paesi del Mediterraneo. L’attacco di Renzi ha anche il sapore di un regolamento interno al rassemblement socialista di Strasburgo. «Penso anche – continua Renzi non a caso – che la nostra proposta di fare primarie per i ruoli di responsabilità in Europa sia fondamentale e spero sia rilanciata da tutti: Jeroen ha visto il suo partito passare alle ultime elezioni dalle 25% al 5%. Il che la dice lunga sul fatto che è giusto combattere i populisti ma bisogna farlo senza smettere di essere popolari. Altrimenti si diventa ingranaggi della tecnocrazia». 

Il braccio di ferro con gli spagnoli

L’intervista di Dijsselbloem ha avuto una grande eco in Spagna tanto che, nella sua audizione alla commissione economica del Parlamento Ue, alcuni deputati spagnoli gli hanno chiesto pubblicamente di scusarsi. Ma il presidente ha spiegato che nessuno doveva sentirsi offeso, che non è questione di Nord e Sud, ma che vale per tutti la regola che se vuoi solidarietà devi rispettare i vincoli e gli impegni, cosa che  «anche l’Olanda a volte non ha fatto». La “non risposta” non è piaciuta nemmeno al presidente del gruppo dei socialisti e democratici Gianni Pittella: «Non ci sono scuse o ragioni per usare un tale linguaggio specialmente da uno che è dovrebbe essere progressista. Mi chiedo davvero se una persona con queste convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell’Eurogruppo».