Londra sotto attacco, May: «Il livello di sicurezza resta alto. Possibili altri attacchi»

Londra sotto attacco, l’intero Regno Unito sotto choc: il livello di allarme rimane «alto» e questo significa che «sono possibili altri attacchi». Nessuna tregua, impossibile abbassare la guardia: e a confermarlo è intervenuta direttamente la premier britannica Theresa May nel suo intervento alla Camera dei Comuni, dedicato all’attentato terroristico di ieri a Westminster. L’intelligence, ha proseguito, indica che altri attacchi sono «probabili», anche se «non imminenti».

Theresa May: «Possibili altri attacchi»

«Ieri un atto di terrorismo ha tentato di mettere a tacere la nostra democrazia, ma oggi ci riuniamo come al solito», ha detto la premier May in un’affollata aula dei Comuni. «Non abbiamo paura e la nostra risolutezza non si piegherà mai davanti al terrorismo. Ci riuniamo nel più antico dei parlamenti perché sappiamo che la democrazia e i suoi valori prevarranno». Intanto, via via che passano le ore, emergono nuovi inquietanti dettagli sull’agguato di ieri a Westminster e sul suo autore: e a riferirli è, ancora una volta la premier britannica che ufficilializza quanto ipotizzato da molti finora: volto e nome delll’attentatore erano «noti» al servizio di intelligence interna Mi5, pur essendo il soggetto sotto osservazione considerato un «agente periferico» che peraltro, nel sanguinoso attacco di ieri, come ribadito dalla premier nel suo intervento ai Comuni, ha «agito da solo», «ispirato dall’ideologia islamista». L’attentatore, ha riferito la premier May, era nato in Gran Bretagna ed era stato indagato dall’Mi5 «alcuni anni fa» ma l’uomo – ha aggiunto –  «non rientrava nelle attuali indagini di intelligence». 

Un minuto di silenzio per l’agente ucciso nell’attacco

Informazioni riservate e conferme, condivise dalla May che però, concludendo il suo intervento sugli aggiornamenti del caso, ha anche aggiunto che, al riguardo, «non si può dire di più». E i silenzi parlano, più di molte parole. E a proposito di silenzio, un minuto di raccoglimento è stato osservato ancora poco fa nel corso di una cerimonia davanti a Scotland Yard, sede della polizia londinese, in ricordo dell’agente Keith Palmer, ucciso nell’attacco di ieri a Westminster. Palmer, 48 anni, sposato con figli, era in forza al comando incaricato della protezione del Parlamento e del corpo diplomatico.