Le femministe ci sono: “Ora una rete globale per combattere l’utero in affitto”

“E’ fondamentale interpellare in questa fase le Nazioni Unite contro i rischi e la gravita della maternità surrogata, come sarà fatto a Roma nel corso dell’incontro del 23 marzo presso la Camera dei deputati”. A sostenerlo è la sociologa e militante femminista franco-rumena Ana-Luana Stoicea-Deram, che presiede in Francia il Collettivo per il rispetto della persona (Corp), l’associazione all’origine delle assise per l’abolizione universale della maternità surrogata, organizzate a Parigi il 2 febbraio 2016 presso l’Assemblea nazionale, si legge su “Avvenire“.

Contro l’utero in affitto una battaglia globale

La studiosa esprime pieno sostegno all’evento romano patrocinato dall’associazione femminista «Se non ora quando-Libere». E già passato più di un anno dall’appuntamento di Parigi. Che giudizio ne da, alla luce dei suoi risultati? «Per noi è un bilando positivo, perché la riflessione e i contatti fra le associazioni femministe che si oppongono alla “gestazione per altri” continua a intensificarsi, in particolare con l’associazione italiana “Se non ora quando-Libere” .

L’Europa voleva legalizzare l’utero in affitto

La rete continua a crescere. Questi contatti ci hanno permesso ad esempio d’intervenire in modo più incisivo presso il Consiglio d’Europa, lo scorso ottobre». Proprio al Consiglio d’Europa, si è assistito alla bocciatura del rapporto De Sutter che intendeva regolamentare l’utero in affitto. E’ una prima vittoria? Ci rallegriamo evidentemente di questa bocciatura e sappiamo in proposito che il rapporto ha suscitato pure l’opposizione di associazioni diverse dalla nostra, di sensibilità più conservatrice, che adottano argomenti in parte diversi dai nostri. Non si può dunque dire che è stata solo una vittoria delle associazioni femministe, dato che ormai l’opposizione alla maternità surrogata è ben più larga. Penso che abbiamo offerto il nostro contributo».