Delitto di Chiara Poggi, incubo finito per Andrea Sempio: non fu lui a uccidere

Nessun elemento per indagare, per esplorare piste alternative, nessuna possibilità che si possa riaprire il processo. Il gip di Pavia, Fabio Lambertucci, ha archiviato l’inchiesta su Andrea Sempio, il 29enne accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. Delitto per il quale è stato condannato a 16 anni in via definitiva Alberto Stasi. Il gip, accogliendo la richiesta del pm Mario Venditti, ha respinto la richiesta della madre di Stasi di riaprire il caso per alcune dichiarazioni e circostanze “sospette”, a dire della difesa del condannato, messe in atto da Sempio, amico del fratello della vittima. Secondo i legali di Stasi sulle unghie della vittima ci sarebbe stata una traccia genetica riconducibile a Sempio. Il gip “tralascia ogni considerazione sulla correttezza dell’intera procedura” ed “evitando di interrogarsi sul rispetto dei principi di riservatezza” per reperire il Dna di Sempio – estratto da una bottiglietta d’acqua, una tazzina da caffè e un cucchiaino sottratti da un bar da un investigatore privato che seguiva Sempio – concorda con il pubblico ministero nel considerare come “radicalmente priva di attendibilità la consulenza tecnica sul materiale genetico offerto oggi dalla difesa Stasi”.

Nessun valore alle prove del Dna

«Escluso – scrive il gip nelle dieci pagine del decreto di archiviazione – qualunque valore” della consulenza genetica realizzata dalla difesa, “non residuano elementi indiziari a carico di Sempio». Il pm smonta le presunte incongruenze di Sempio relative al giorno dell’omicidio, così come l’ipotesi che lui si fosse invaghito di Chiara. «In conclusione, se è (non condivisibile ma) umanamente comprensibile l’intento di fare di tutto per difendersi da una gravissima accusa, anche dopo l’esaurimento dei possibili gradi di giudizio ordinario, nel caso di specie – sottolinea il gip di Pavia – ci si deve tuttavia arrestare di fronte all’inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa di Stasi» per trovare un colpevole alternativo all’omicidio di Chiara Poggi.