I “nazionalisti” siciliani contro Crocetta e Orlando: affossano l’isola

«Rosario Crocetta trascina la Sicilia nel baratro economico e sociale come evidenziato da tutti gli indicatori, confermandosi il presidente della Regione più incapace della storia. Leolouca Orlando porta Palermo al dissesto finanziario e al rischio di commissariamento come dimostrato dalla Corte dei conti e da un’inchiesta del Sole 24 ore». È un’accusa pesante quella lanciata dai nazionalisti siciliani. «La sinistra siciliana, ben rappresentata da questi due Dioscuri delle chiacchiere e dell’incapacità a governare, ha fallito», scrivono dal  direttivo del Movimento nazionale siciliano, per il quale  «adesso è importante che tutti gli oppositori di questo malgoverno, a Palermo e in Sicilia, costruiscano il massimo di unità possibile andando oltre i tradizionali schieramenti».

Sicilia, i nazionalisti all’attacco

«Si dia vita a una grande coalizione per la Sicilia, che abbia la pregiudiziale antimafia e il contrasto alle disastrose esperienze dei due Dioscuri quale riferimento indiscutibile», aggiungono i nazionalisti – è fondamentale che si apra un ampio confronto sui programmi per il progresso della Sicilia e si scelgano i candidati nei comuni con il criterio della massima unità e a livello regionale attraverso la selezione democratica delle primarie. È questo il metodo per costruire l’unità senza ricatti e veti reciproci». A queste primarie per la presidenza della Regione, il Movimento nazionale siciliano, che raccoglie autonomisti, indipendentisti e sicilianisti, si presenta con la candidatura di Gaetano Armao.