Così la presunta gaffe di Trump sulla Svezia diventa verità a Stoccolma

Che Donald Trump abbia virtù divinatorie? Che veda il futuro in anticipo? Chissà. Forse stiamo esagerando. Ma, certo, la storia dell’attentato in Svezia – mai accaduto – ma da lui riportata l’altro giorno dopo la notte di terrore vissuta a Rinkeby, sobborgo di Stoccolma abitato prevalentemente da immigrati assume adesso una connotazione diversa: altro che risatine compiaciute per la presunta gaffe delm presidente Usa. Altro che sorrisimi di scherno. La devastazione del sobborgo della capitale svedese è adesso un dato di fatto. Così come un dato di fatto è che a causarlo sono stati gruppi di residenti stranieri di quella zona. Pietre contro la Polizia, auto in fiamme, negozi saccheggiati. Addirittura un agente costretto ad usare la sua pistola e sparare per evitare di essere linciato. E perciò il problema sicurezza evocato da Trump si è materializzato. La polizia di Stoccolma è stata, come al solito, parca di spiegazioni. Non sono ancora stati eseguiti arresti. Mentre un agente è rimasto ferito. Ma la realtà fotografica e video che vi presentiamo è chiara: gruppi di immigrati facinorosi hanno messo una parte della capitale svedese  letteralmente a ferro e fuoco. Devastando e incendiano. Tant’è che gli svedesi si son presi paura. E parecchi, in queste ore stanno inondando i social con commenti del tipo: “Allora Trump aveva ragione” o “È vero, siamo in pericolo”. E chissà che quel demonio di Trump non stia ridendo con il suo staff della sua presunta gaffe che, solo a poche ore di distanza, si è rivelata una realtà effettuale.