Renzi s’è fatto il blog: «Tornerò…». E scatta la gara a chi lo sfotte di più

Il futuro torna, annuncia, ma quando parla di futuro Matteo Renzi parla di se stesso visto che il suo blog (qui si può dare un’occhiata), nuovo di zecca ma vintage nella grafica, è un piccolo capolavoro di rimpianti per ciò che il suo governo ha fatto e gli italiani non hanno capito e di promesse su come lui e il Pd riprenderanno quel nefasto cammino. «Ci sono molti modi di cominciare. E di ricominciare. Chi è cresciuto con l’esperienza scout sa che il modo più bello è mettersi in cammino. Un cammino fisico, fatto di passi, incontri, sguardi. Con vecchi amici che non vedi da tempo…». Renzi difende il suo lavoro, bocciato dagli italiani, ai quali si rivolge: «Ci sono milioni di italiani che hanno un’idea chiara e bella del futuro dell’Italia. Con tutte le difficoltà che nessuno vuole negare. Questi milioni di italiani non si arrendono alla rassegnazione. Io voglio camminare con loro». E ancora, si chiede? Che spazio c’è per un centrosinistra che tagli le tasse come è doveroso che si continui a fare in Italia, che trovi una forma di protezione per i nuovi esclusi dalla globalizzazione, che combatta la povertà? Fino allo slogan finale e al saluto “smile”. «Il futuro, prima o poi, torna. A noi il compito di costruirlo, non solo di aspettarlo. Un sorriso, Matteo».

Sul blog di Renzi fioccano
le ironie sul ritorno

Tra i primi commenti al lungo post (finora l’unico) di Matteo Renzi, ci sono ovviamente complimenti e incoraggiamenti, sistemati strategicamente in bella evidenza. Nelle retrovie, però, si scatena la guerra delle battute ironiche e feroci su quanto scritto dall’ex premier. Vince, per distacco, “Più falso della scritta 2 porzioni sui tortellini Rana”, a seguire la frecciata sulle promesse di addio alla politica: «Come avevi promesso,avendo perso il referendum hai lasciato la politica,bene. Seguirò il tuo blog visto che ora fai l’opinionista. Visto mai che cosi ne azzecchi qualcuna?». Ed ancora: «Ma tu non eri quello che urlava a Grillo di uscire dal blog? E adesso ne apri uno tuo?». C’è anche chi non ha molta voglia di scherzare: «Ma non le sembra di aver fatto già abbastanza danni?». Ancora ironia: «Il nome del blog?Arrivoglio la potrona…». «Mantenga le promesse. Abbandoni la politica, come aveva giurato in caso di fallimento al referendum costituzionale. Il resto sono palle, fuffa, bugie. Ne abiamo le tasche piene. Sappia perdere con eleganza e si dedichi a altro. Non ci prenda per il sedere!», arringa un altro. Poi c’è chi è invema di suggerenti: «Il mio consjgilio è: cambia mestiere, se ne hai uno!». E un altro si chiede: «Matteo Renzi chi?».