Francavilla, la psicologa è stata uccisa a colpi sulla testa per 900 euro

Quanto vale la vota di una donna? Novecento euro o giù di lì. Magari qualche migliaia di euro, se le mensilità arretrate, alla base dell’omicidio di una psicologa di Francavilla, fossero davvero tante. Ma si parla di poche centinaia di migliaia di euro di debito per un affitto, come base della tragedia che si è consumata ieri sera in un appartamento ai confini tra Pescara e Francavilla che la vittima, Monia Di Domenico, 45 anni, psicologa, aveva dato in fitto al suo assassino, Giovanni Iacone, 48 anni, disoccupato, separato, e padre di quattro figli. Quando la donna si è recata nell’abitazione dove si trovava Iacone per sollecitare il pagamento delle spettanze arretrate l’inquilino ha spiegato che non avendo i soldi non avrebbe potuto assolvere al suo obbligo. Ne è nata una discussione che poi è degenerata.

Un delitto efferato, Francavilla sconvolta

C’è sconcerto, a Francavilla, anche per l’efferatezza del delitto. L’uomo ha colpito più volte alla testa la vittima forse  con un posacenere o un oggetto pesante, poi la donna sarebbe caduta su un tavolo di vetro che è andato in frantumi. La donna è stata trovata anche con una ferita profonda alla gola che potrebbe essersi procurata nella caduta o che potrebbe esserle stata inferta dal suo assassino con un pezzo di vetro. Lo si saprà quasi certamente sabato quando sarà effettuata l’autopsia da parte del medico legale Cristian D’Onofrio. Intanto nella tarda serata di ieri Iacone che era stato arrestato subito è stato interrogato dal pm di Chieti Giuseppe Falasca e ha ammesso le sue colpe mentre la città sgomenta s’interroga ancora su questa nuova tragedia che ha scosso l’opinione pubblica abruzzese.