Dove sono finiti Renzi e la Boschi? «Io so perché non si fanno più vedere»

«Stiamo vivendo una curiosa situazione politica e nella comunicazione pubblica. Intanto non c’è stata alcuna discussione seria, specialmente all’interno del Pd, sulle ragioni della sconfitta al referendum. E’ come se si fosse chiusa, anche nel dibattito pubblico, la porta del 4 dicembre. Dunque, preso atto che non c’è stata nessuna discussione nel partito, tantomeno sulle cause del voto è come se il passato prossimo fosse stato annullato. E io lo trovo pericoloso. Per l’intero Paese, non solo per Renzi». Ferruccio De Bortoli, l’ex direttore del Corriere della Sera, in un’intervista al Foglio prova a svelare il giallo della misteriosa sparizione di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi dalle cronache politiche. Il primo è silente, da segretario del Pd, la seconda pure, nonostante un ruolo importante anche nel governo Gentiloni. L’ex Corriere della Sera spiega: «Noto un silenzio comunicativo di Renzi, e in particolare della Boschi, che è singolare. Di Renzi abbiamo solo le ricostruzioni ma non lo sentiamo dall’assemblea del Pd, dove peraltro non c’è stato un vero dibattito. C’è un certo stridente contrasto fra l’occupazione ossessiva dell’informazione nei mesi di campagna elettorale e l’assoluto silenzio di oggi».

De Bortoli se la prende con la Boschi

De Bortoli, però, ce l’ha in particolare con Maria Elena “Etruria”, come qualcuno l’ha ribattezza: «Ha un ruolo all’interno del governo – dice al Foglio – ma  non si è più sentita. Eppure la riforma che è stata bocciata era la sua. Lo stesso si può dire per Renzi. Sarebbe invece interessante che ci fosse un discorso pubblico più vero». E un motivo forse c’è: meglio restare inabissati in queste settimane, “sarebbe opportuno chiedersi per esempio quanto ci sono costati i ritardi su banche e Alitalia, che sono stati giustificati con l’obiettivo di vincere il referendum. Mi piacerebbe sentire la voce del segretario del Pd su questi temi”. «Quella del segretario del Pd – continua De Bortoli – è una voce che io non sento: ci sono le voci indirette di un premier che ha straperso una partita, che ha un proprio percorso personale, ma intorno c’è il paese, che forse ha una serie di altre urgenze».