Abruzzo, la nevicata peggiore da 60 anni: e ora è forte rischio valanghe

La nevicata peggiore degli ultimi 60 anni: non è un metaforico modo di dire, dedotto da conversazioni da bar o tra vicini: no, quella che si è abbattuta sull’Abruzzo in queste ultime settiamane è la precipitazione nevosa più abbondante, dannosa e ancora minacciosa degli ultimi sei decenni. «Abbiamo dovuto fronteggiare la nevicata peggiore degli ultimi 60 anni – ha detto in queste ore il governatore abruzzese Luciano D’Alfonso, calcolata in quasi 20 milioni di tonnellate di neve – cui si sono uniti il gelo e la pioggia, che hanno danneggiato pesantemente le condutture dell’energia elettrica, e il terremoto, che ha aperto un’emergenza nell’emergenza». Un lungo post suFacebook, quello del Presidente di Regione, che descrive, una volta di più, la tragica emergenza vissuta questa settimana specialmente dalla sua regione.

Una nevicata epocale 

«La Protezione civile e tutta la macchina regionale dei soccorsi – ha sottolineato D’Alfonso – hanno lavorato allo sfinimento e di questo li ringrazio col cuore ma un evento di queste proporzioni – mi riferisco all’ampiezza geografica, all’intensità e alla durata – era oggettivamente arduo da gestire. Ho richiesto quindi l’intervento dell’Esercito e della Protezione civile di altre Regioni, e ringrazio quanti si sono prodigati per aiutarci in un frangente di portata epocale». E allora, praticamente conseguentemente, l’allerta slavine è più che attiva che mai: «L’Appennino abruzzese a rischio forte per caduta valanghe», è l’sos lanciato dalla Protezione Civile regionale insieme al Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare. E viene spiegato nel dettaglio anche perché: l’ondata di maltempo che ha colpito l’Abruzzo ha comportato – argomentano infatti in queste ore gli addetti ai lavori – l’accumulo di strati di neve fresca su strati di neve precedentemente compattata e già trasformata.

… e il rischio valanghe

«Questa condizione del manto nevoso provoca un aumento della instabilità di pendii montani caratterizzati da accumuli di neve con diversa consistenza, umidità e temperatura. I rilevamenti del servizio Meteomont del Corpo Forestale della regione Abruzzo hanno infatti evidenziato un grado di pericolo 4 su 5 (Forte) per caduta valanghe su tutti i settori osservati. Il rischio è comunque forte su tutti i pendii caratterizzati da una pendenza superiore ai 30 gradi ed in particolare dove la copertura boschiva è particolarmente rada o assente». Per questo sono ovviamente sconsigliate le attività escursionistiche al di fuori delle piste battute e segnalate, ricordando contestualmente l’imprescindibile necessità di muoversi in sicurezza in ambienti innevati dotandosi di attrezzature idonee.