Il renziano Luca Lotti indagato: l’ultima tegola sul governo Gentiloni

Una nuova tegola si abbatte sul governo Gentiloni: il neoministro dello Sport, Luca Lotti, sarebbe indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla corruzione in Consip, la società del ministero dell’Economia che è la centrale d’acquisto della pubblica amministrazione. 

La reazione di Lotti

A dare la notizia è stato il Fatto Quotidiano, mentre per il ministro «è una cosa che semplicemente non esiste». «Inutile stare a fare dietrologie o polemiche», ha aggiunto Lotti, spiegando di aver deciso di rientrare subito a Roma per sapere se la notizia corrisponde al vero e, in tal caso, per chiedere di essere sentito oggi stesso». In particolare, l’inchiesta in cui Lotti sarebbe indagato, e che è passata a Roma per competenza territoriale, sarebbe uno stralcio del fascicolo napoletano che vede indagati l’imprenditore Alfredo Romeo e il dirigente Consip Marco Gasparri. A mettere nei guai il ministro sarebbero state le dichiarazioni di Luigi Marroni, «l’ex assessore alla sanità della Regione Toscana, promosso da Renzi – si legge sul Fatto – a capo della Consip».

Le ragioni dell’inchiesta

Stando a quanto riportato dal giornale diretto da Marco Travaglio, Marroni, sentito come persona informata sui fatti, avrebbe fatto il nome anche del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana, «indagato – scrive il giornale – per le stesse ipotesi di reato». Oltre a Lotti e Saltamacchia, sarebbe indagato anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette. Alla base degli accertamenti che avrebbero portato all’iscrizione dei tre nel registro degli indagati, vi sarebbe «una bonifica contro le microspie», spiega ancora il Fatto.

Un guaio dietro l’altro per il governo Gentiloni

Per il governo Gentiloni si tratta dell’ennesimo brutto colpo ad appena dieci giorni dall’insediamento, dopo le polemiche per le bugie del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, sui suoi titoli di studio e le imbarazzanti e irritanti dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, su Jobs Act e giovani all’estero, che hanno provocato anche la presentazione di una mozione di sfiducia. Lo stesso Lotti, braccio destro di Renzi, era stato al centro di polemiche perché considerato un “centurione” dell’ex premier in seno al nuovo esecutivo, un elemento di continuità per cui è stato perfino creato un ministero ad hoc.