Benefit, vacanze e yacht: ecco le prove che hanno incastrato Formigoni

22 Dic 2016 14:09 - di Penelope Corrado

La difesa di Roberto Formigoni attende di leggere le motivazioni della condanna a 6 anni di carcere per il caso Maugeri e poi presenterà ricorso in appello. Lo ha spiegato l’avvocato Mario Brusa, uno dei legali del senatore, ai cronisti dopo il verdetto. Le motivazioni non arriveranno prima di 60 giorni. Il difensore ha chiarito comunque che «è un’ottima cosa» l’assoluzione dell’ex governatore della Regione Lombardia dall’accusa di associazione per delinquere.

Condannato Formigoni, assolti in cinque

Tra i cinque assolti figura l’ex segretario generale del Pirellone Nicola Maria Sanese che era «molto contento» dopo il verdetto, mentre l’ex dirigente regionale Alessandra Massei, anche lei assolta, ha pianto per l’emozione. «Questo risultato oltremodo ci sorprende», hanno commentato invece gli avvocati Gabriele Vitiello e Matteo De Luca, legali di Pierangelo Daccò condannato a 9 anni e 2 mesi.

A Formigoni confiscati beni per 6 milioni di euro

Per l’ex Governatore della Lombardia e senatore di Ncd anche l’interdizione per 6 anni dai pubblici uffici, oltre alla confisca di beni per 6,6mln di euro. Condannati anche i presunti collettori delle tangenti, Pierangelo Daccò (9 anni e due mesi) e l’ex assessore regionale, Antonio Simone (8 anni e 8 mesi). Condannati anche l’ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino, a 7 anni, e l’imprenditore Carlo Farina a 3 anni e 4 mesi. Il tribunale di Milano ha inoltre condannato Formigoni in solido con Daccò e l’ex assessore Simone a versare una provvisionale complessiva alla Regione Lombardia di 3 milioni di euro.

A Formigoni 8 milioni in benefit tra yacht e vacanze

Secondo l’accusa, dalle casse della Fondazione Maugeri sarebbero usciti, tra il ’97 e il 2011, circa 61 milioni di euro e dalle casse del San Raffaele (altro filone del processo), tra il 2005 e il 2006, altri nove milioni. Soldi che sarebbero confluiti sui conti e sulle società di Daccò e Simone, presunti collettori delle tangenti, i quali poi avrebbero garantito circa otto milioni di euro in benefit di lusso, tra cui l’uso di yacht e il pagamento di vacanze, a Formigoni. E lui in cambio, stando alle indagini condotte dalla polizia giudiziaria (Gdf e Polizia), avrebbe favorito la Maugeri e il San Raffaele con atti di Giunta, garantendo rimborsi indebiti (circa 200 milioni per la Maugeri).

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