Violenze sui migranti in Italia. La Ue smentisce Amnesty: non ci risulta

Alla Commissione europea non risulta che negli hot spot italiani si sia verificata alcuna delle violazioni dei diritti fondamentali dei migranti, come denunciato nei giorni scorsi da un rapporto di Amnesty International. Una precisazione importante da parte di Natasha Bertaud, portavoce per l’Immigrazione della Commissione, e in linea con le reazioni italiane alla denuncia infondata avanzata da Amnesty. “Non ci è stato riportato nulla di tutto ciò”, ha aggiunto Bertuad.

“Le informazioni di cui si avvale il rapporto di Amnesty International – ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli – fanno riferimento a presunte testimonianze raccolte in forma anonima di migranti che non risiedevano in alcuno hot spot. Pertanto, a tutela dell’onorabilità e della professionalità dei tanti operatori di polizia che con abnegazione e senso del dovere stanno affrontando da lungo tempo questa emergenza umanitaria, smentisco categoricamente che vengano utilizzati metodi violenti sui migranti sia nella fase di identificazione che di rimpatrio”. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa, inoltre, sempre a proposito del rapporto di Amnesty, che “in Italia gli hot spot sono costantemente visitati da un team della Commissione Europea presente in Italia per la verifica costante delle procedure di gestione dei migranti. Le stesse procedure di lavoro ‘sop’ contestate dal rapporto sono state stabilite da un tavolo tecnico congiunto con rappresentanti della Commissione Europea, Dipartimento della Ps, Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Frontex, Europol e delle organizzazioni umanitarie Unhcr e Oim. Queste ultime peraltro sono presenti in tutti gli hot spot e partecipano alle attività di identificazione e gestione dei migranti”. “Inoltre – conclude il Dipartimento – l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) ha recentemente visitato i due centri di Pozzallo (Ragusa) e Taranto esprimendo valutazioni positive sull’operato delle autorità italiane”.

Il prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento immigrazione del Viminale, ha definito “totalmente falso” ciò che viene denunciato dal rapporto Amnesty sul trattamento dei migranti in Italia. “Sono rimasto sconcertato nel leggere queste cretinaggini”. “Amnesty – ha aggiunto – costruisce i suoi rapporti a Londra, non in Italia”. Morcone è tornato a ribadire che sono in atto “molte strumentalizzazioni”. “Si fa strada un clima – ha detto – in cui si parla di reati in aumento a causa degli immigrati, quando non è così e qualsiasi prefetto lo può confermare; un clima in cui si parla di ‘invasione’, e se c’è un’invasione io non me ne sono accorto. C’è fatica, certo. Ma ci sono anche strumentalizzazioni sulla pelle della gente”. “C’è un clima velenoso – ha sottolineato Morcone – che si va saldando, indipendentemente dalle sensibilità politiche, con un’insofferenza fondata sulle strumentalizzazioni”. In questo quadro, con “falsità che provengono da tutte le parti, il rapporto di Amnesty è sconcertante”.