Terremoto e ricostruzione, sondaggio: gli italiani non si fidano di Renzi

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto con misure per affrontare l’emergenza dopo il terremoto. Il provvedimento detta norme volte a consentire interventi accelerati per poter affrontare con efficacia le conseguenze delle nuove scosse di terremoto che si sono verificate tra il 26 e il 30 ottobre. L’emergenza principale di cui il dl si occupa è quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse. Per fronteggiarla, si prevede che il Dipartimento della Protezione Civile possa, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree sulle quali installarli. Al fine poi di favorire il rientro nelle case, per gli edifici con danni lievi, che necessitino cioè soltanto di interventi di immediata riparazione, si prevede che i soggetti interessati possano – previa presentazione di apposito progetto firmato da un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra il sisma e lo stato della struttura, oltre alla stima del danno – procedere al ripristino dell’agibilità degli stabili. Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i Comuni interessati hanno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Terremoto, il sondaggio Ixé: il 51% degli italiani non crede a Renzi

Ma più della maggioranza degli italiani non ha fiducia nelle promesse fatte da Renzi dopo il terremoto. Da un sondaggio della Ixé, trasmesso ad Agorà (Raitre) emerge, infatti, emerge sfiducia nelle parole del premier. La domanda posta agli intervistati è stata: «Sul terremoto Renzi ha detto: “Ricostruiremo tutto”. Lei ci crede?».  Il 51 per cento ha ha risposto “no”; il 42 per cento ha detto “sì”; non sa il 7 per cento. L’altra domanda posta agli intervistati è stata: «Terremoto: si sente al sicuro dove vive?». Il 38 per cento degli intervistati non si sente al sicuro nel luogo in cui vive. Il 58%, tuttavia, non pensa di essere in pericolo.  Infine, è stata posta la domanda: «Sarebbe disposto ad ospitare uno sfollato del terremoto?». Il 71 per cento sarebbe pronto a ospitare in casa uno sfollato del terremoto. In caso di un migrante, invece, solo il 24% metterebbe a disposizione la propria abitazione.