Padoan smentisce: «Non prenderò il posto di Renzi». E sul prezzo del latte…

Sono in tanti a pensare che in caso di straripante vittoria del No il Quirinale giocherebbe subito una figura “tecnica”, ma anche di respiro politico, per dare continuità alla maggioranza del governo Renzi dando un turno di “riposo” al premier dimissionario. Questo nome, secondo molti, non può che essere Pier Carlo Padoan, attuale ministro dell’Economia. Ma il diretto interessato, come sempre, in questi casi, smentisce categoricamente: «Se vince il no, cosa che io non credo, spetterà al presidente della Repubblica stabilire i passi successivi, e non dico altro». Alla domanda se comunque accetterebbe in un altro governo di rifare il ministro dell’Economia, Padoan risponde che “ho accettato con onore questo compito, naturalmente dipenderà da nuovo governo decidere la sua composizione, se ce ne sarà uno. Ma non credo ci sarà».

Padoan fa retromarcia sulle paure dei mercati

«Mi sembra uno scenario da escludere», dice ancora Padoan rispondendo  alla domanda se ci siano rischi di attacchi speculativi in caso di no al referendum. Per il ministro non si rischia nemmeno una crisi come quella del 2011 perché “i fondamentali sono migliorati, l’economia cresce, c’è più occupazione, il debito e la finanza pubblica sono sotto controllo e anche il sistema bancario sta uscendo da una fase difficile e si sta rafforzando”. E sulle valutazioni dell’Economist, che ha auspicato una vittoria del Sì? «Sono in totale disaccordo con la posizione” dell’Economist sia sul giudizio sulla riforma sia sul ruolo di un governo tecnico. Serve un governo politico che continui a fare le riforme, cioè questo governo. I mercati sono in attesa con un minimo di apprensione di vedere se continuerà la politica di riforme che ha via via reso ottimisti i mercati negli ultimi due anni. I mercati vogliono continuare ad avere fiducia nell’Italia». In ogni caso, assicura il ministro dell’Economia, una eventuale vittoria del no non avrà “assolutamente” effetti sull’approvazione della manovra. «Intanto questo weekend ci sarà il completamento del voto alla Camera, poi si andrà al Senato dopo l’interruzione per la pausa elettorale ma è prevista una tempistica precisa e tutto sarà concluso entro fine anno, come prevede la legge. Non ci saranno sorprese».

La gaffe del latte

Questa volta il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, s’ è preparato prima, come uno studentello. Il costo di un biglietto dell’autobus a Roma? «Non prendo i mezzi pubblici in questo periodo, per ragioni di sicurezza, ma credo che costi più o meno come un litro di latte di buona qualità. Un euro e cinquanta», è la risposta alla domanda di Sarah Varetto, per recuperare dopo le critiche arrivate nei giorni scorsi per non aver saputo indicare a Matteo Salvini il costo di un litro di latte nel corso di “Porta a Porta”.