Manovra, primo sì. Beffa del governo sull’Ilva, ma i soldi per l’Anpi ci sono

La manovra ottiene il primo sì. Via libera dell’Aula della Camera alla fiducia chiesta dal governo sulla legge di Bilancio. I sì sono stati 348, contrari 144. Ora si passa alla discussione degli ordini del giorno. Il voto finale è previsto per lunedì pomeriggio. Il testo passerà poi all’esame del Senato.

Tra i principali emendamenti approvati lo stop a tutti i bagarini, non solo quelli online. La multa va da 5.000 a 180.000 euro. Lo prevede l’emendamento alla manovra a firma Rampi (Pd). Nel caso in cui sia stato usato Internet arriva la rimozione dei contenuti o l’oscuramento del sito web. Non è sanzionata la vendita effettuata da una persona in modo occasionale, purché senza finalità commerciali.

Manovra, cambia il tetto per l’Ape social

Cala inoltre da 8.000 a 4.800 euro la soglia di reddito da lavoro autonomo compatibile con l’Ape social (anticipo pensionistico senza penalizzazioni). Il testo di partenza della manovra prevedeva per gli autonomi e per i lavoratori dipendenti o parasubordinati la stessa soglia di reddito (8.000 euro annui).

Medici e pediatri si sono detti inoltre soddisfatti delle misure sui rinnovi contrattuali introdotte con un emendamento del governo. 

Manovra, le regalìe all’Anpi

Con la bocciatura dell’emendamento sull’Ilva in commissione Bilancio sfuma per la Regione Puglia la possibilità di spendere 50 milioni di euro per fronteggiare le emergenze sanitarie legate all’inquinamento  nella città di Taranto. In compenso un altro emendamento, in omaggio all’antifascismo, stanzia 3 milioni, fino al 2019, per le associazioni combattentistiche e partigiane. E Renzi incassa il plauso dell’Anpi.