De Luca nella bufera. L’Antimafia chiede le carte alla Procura di Napoli

La vicenda De Luca esplode. «La Commissione Antimafia all’unanimità, mi ha incaricato di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli in merito a eventuali indagini in corso, agli atti e ai documenti acquisiti e alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l’avvio di una inchiesta da parte della nostra Commissione, che naturalmente sono legati al tema mafia. Abbiamo sempre agito così per avviare le nostre inchieste e useremo lo stesso metodo». Ad affermarlo è stata la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi.

La Commissione Antimafia e gli audio di De Luca

Il riferimento è agli audio in cui De Luca, registrato a sua insaputa in una riunione a porte chiuse, invitava 300 sindaci a farvotare per il “Sì”, ricordando gli investimenti del governo Renzi pe la Campania. È il secondo caso che coinvolge il governatore della Campania dopo il video fuori onda a Matrix in cui si lasciava andare a pesanti considerazioni nei confronti della stessa Bindi.

La richiesta delle opposizioni

La stessa Bindi ha chiarito, in apertura della seduta della Commissione Antimafia, che la richiesta è arrivata durante l’ufficio di presidenza da parte dei gruppi Gal, Fi, Lega, Sinistra italiana, M5S. «Al di là delle infelici battute di De Luca sulle fritture miste e i totani arrosto, dall’audio, che la Commissione non potrà sentire formalmente, emerge un pressante incitamento rivolto agli amministratori a procacciare voti, trascurando anche i loro compiti di istituto per il si al referendum, contando sul “rispetto” che imprenditori e professionisti devono alla Regione per finanziamenti già erogati e quelli che verranno erogati a loro favore, coinvolgendo anche i loro dipendenti», ha commentato Carlo Giovanardi.