Truffava i clienti della banca in cui lavorava: sotto accusa un’impiegata

Una passione per le borse di lusso. Il desiderio di possedere un’auto prestigiosa. Il pericolo della lusinga quotidiana corso ad ogni timbri di cartellino con il continuo maneggiare, accreditare, prelevare denaro: deve aver contribuito un po’ tutto a indurre in tentazione un’impiegata di banca di Udine accusata di aver distratto i soldi dei correntisti dell’istituto di credito. Di più: di aver ordito ed eseguito una truffa che – secondo le stime degli investigatori – ammonterebbe addirittura a due milioni di euro… Al momento, dunque, il gip al lavoro sul caso ha disposto per la donna gli obblighi di dimora, mentre Carabinieri e Gdf le hanno sequestrato beni per 250.000 euro.

Obbligo di dimora per un’impiegata di banca: truffava i clienti

Spostamenti, prelievi, ammanchi: gli inquirenti sono alacramente al lavoro per ricostruire la trama della truffa ordita dall’impiegata di banca a danno dei correntisti dell’istituto di credito per cui lavorava. E nel frattempo, dopo che sono stati ipotizzati a suo carico dalla Procura di Udine, che coordina le indagini, i reati di truffa e riciclaggio, i Carabinieri e la Guardia di Finanza di Tolmezzo hanno eseguito un sequestro preventivo «per equivalente» di beni mobili e immobili per un valore di 250.000 euro oltre, come anticipato, ad avere il gip sottoposto la donna alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Non solo: proprio in queste ore sono state fatte diverse perquisizioni nell’abitazione dell’impiegata e del marito, e di altre persone che non risultano indagate. Tra i beni sottoposti a sequestro – si apprende dagli investigatori – oltre al denaro e agli immobili, perfino diverse borse di pregio. I Carabinieri e la Guardia di Finanza, poi, hanno eseguito anche un’ordinanza di applicazione della e dei decreti di perquisizione locale nei confronti della donna, del coniuge e di terzi soggetti non indagati.

L’impiegata di banca e quella passione per le borse di lusso…

Una passione per le borse di lusso, fino ad averne ben 18, tutte di grandi griffe, da Luis Vuitton a Prada, Fendi, Chanel, The Bridge: una passione, quella dell’impiegata di banca di Tolmezzo (Udine), ora attenzionata dal gip di Udine che per la donna ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora per una truffa ai clienti della banca che – secondo le stime degli investigatori – ammonterebbe a due milioni di euro. Oltre alle 18 borse e a una potente Audi Q3, alla donna i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno sequestrato un’abitazione e altri beni per un totale di 250.000 euro. L’indagine è partita a gennaio dalla denuncia di un anziano cliente della banca che si è lamentato per l’inspiegabile ammanco di 150.000 euro dal conto corrente. Sono venuti così alla luce i casi di diversi clienti caduti nel raggiro, soprattutto anziani ed emigranti rientrati in Italia con i risparmi di una vita di lavoro all’estero.

Il libro mastro delle “operazioni” truffaldine

L’impiegata – secondo la ricostruzione degli investigatori – avrebbe carpito la fiducia dei correntisti e, prospettando loro la possibilità di effettuare proficui investimenti finanziari in titoli o azioni, si sarebbe fatta consegnare denaro contante in più tranche, che avrebbe poi intascato o dirottato su altri conti correnti paralleli. La donna avrebbe anche operato materialmente sui conti dei truffati a loro completa insaputa, consegnando poi loro rendiconti fittizi con l’indicazione di irreali patrimoni e profitti. Il “libro mastro” delle operazioni, un’agenda contenente dettagli fondamentali per la ricostruzione della vicenda, è stato ritrovato da Carabinieri e Fiamme gialle in una perquisizione eseguita il 3 febbraio a casa dell’indagata, dove è stata sequestrata documentazione cartacea ed elettronica.