Interprete della tv francese violentata nel campo migranti di Calais

Una interprete della tv francese France 5, che accompagnava un giornalista in un reportage nella “jungla” di Calais, il campo migranti nel nord della Francia, è stata violentata la notte scorsa. Secondo quanto si apprende dalla procura, la donna – 38 anni, di origini afghane e traduttrice di lingua pashtu – sarebbe stata violentata da un uomo sotto la minaccia di un coltello. Dai primi accertamenti sembra che l’autore dello stupro sia un migrante. La troupe di France 5 stava girando di notte a Calais, fra le 2 e le 3, quando è stata aggredita da 3 afghani, secondo la ricostruzione della Procura, secondo la quale si trattava “a priori di tre migranti, stando alle dichiarazioni delle vittime”. All’inizio gli aggressori hanno tentato di rubare il materiale televisivo, poi uno dei tre ha violentato l’interprete minacciandola con un coltello. Il giornalista e l’operatore venivano tenuti a distanza, anche loro sotto la minaccia di un’arma. La troupe, che ha una lunga esperienza sul terreno, stava preparando da mesi un’inchiesta sui minorenni che vivono da soli nel campo di Calais. I tre aggressori sono ricercati.

Intanto la giustizia francese ha dato via libera allo sgombero della tendopoli di Calais. Proprio oggi, il tribunale amministrativo di Lille ha dato il proprio via libera all’evacuazione, respingendo così il ricorso presentato la settimana scorsa da 11 associazioni umanitarie critiche rispetto alle modalità dell’operazione. Secondo i media, l’evacuazione dovrebbe cominciare lunedì prossimo. Una notizia non confermata ufficialmente.

Oltre Calais: migranti anche nell’hub della stazione di Milano

Non c’è solo Calais. Sono circa 360 i migranti che la notte scorsa hanno dormito nell’hub di via Sammartini, vicino alla Stazione Centrale di Milano, che nei giorni scorsi ha registrato numeri più alti di presenze. È stata data priorità alle categorie più fragili, malati, anziani, circa 100 minori (dai 14 anni in su) stranieri non accompagnati, e 30 famiglie (si intendono anche le coppie senza figli) con in totale 22 bambini (fino ai 10 anni). All’esterno del centro di prima accoglienza hanno dormito nei sacchi a pelo meno di 50 migranti, tutti uomini soli e senza particolari fragilità. Stamane anche loro sono all’interno dell’hub, che al momento ospita dunque circa 400 persone. Quasi tutti i migranti provengono dai paesi dell’Africa sub-sahariana, come Sudan, Eritrea, Etiopia. Il portavoce di Progetto Arca, la onlus che gestisce l’hub di via Sammartini, Fabio Pasiani, ha fornito questi dati e ha spiegato inoltre che “la situazione sanitaria è sotto controllo”, e che lavora regolarmente il presidio dell’Asl all’interno della struttura.