Le forze anti-Isis sono entrate a Mosul: comincia la battaglia decisiva

Le forze irachene hanno sfondato il fronte orientale e “sono entrate a Mosul”. Lo ha annunciato il generale Wissam Araji, dei servizi anti-terrorismo addestrati dagli Usa, citato dal sito della Reuters. Il generale afferma che le truppe sono adesso nel quartiere orientale di Karama. Contattato telefonicamente a Baghdad, il generale iracheno Mohamad ha confermato che le truppe sono entrate in città attraverso Gagjali, il primo sobborgo ad est del centro della ‘capitale’ del Califfato.

Dall’inizio dell’offensiva – secondo quanto scrive il sito Analisidifesa–  meno di 12 mila persone hanno lasciato la città raggiungendo i campi profughi allestiti dall’Onu nelle aree in mano alle truppe governative, altri potrebbero essere fuggiti nelle regioni ancora in mano al Califfato mentre a Ginevra la portavoce dell’Agenzia Onu per i diritti umani, Ravina Shamdasan, denuncia il fatto che almeno ottomila famiglie sono state sequestrate dai miliziani dell’Isis per essere impiegate come scudi umani dalle milizie dell’Isis.

“Le forze del Califfato – continua il sito – (stimate tra i 3 e i 6 mila miliziani e dotate di ampie scorte di armi e  munizioni) hanno avuto molti mesi per prepararsi all’attacco e i rapporti della Coalizione confermano che a difesa della città è stata costruita una fitta rete di bunker, fossati e gallerie che uniti agli edifici costituiscono capisaldi protetti da un gran numero di mine e ordigni improvvisati mentre numerosi veicoli-bomba potranno venire impiegati per repentini contrattacchi”.

Ci sono anche notizie peggiori: diverse sostanze chimiche tossiche sono state utilizzate per assemblare ordigni artigianali e trappole anti-uomo. E per garantirsi la vita i miliziani non esitano da giorni a costringere bambini e donne a rimanere sui tetti delle case trasformate in bunker per evitare i raid aerei della Coalizione.