Stefano Parisi: «Niente inciuci con Renzi e stop alle sue mezze riforme»

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«Noi vogliamo dare risposte ai bisogni del Paese» non «con mezze riforme come quelle fatte adesso e comunicate dal presidente del Consiglio molto bene ma con risultati che sono quelli che sono». Stefano Parisi è partito all’attacco di Matteo Renzi presentando la convention programmatica del centrodestra che ha organizzato a Milano il 16 e 17 settembre. Nessun inciuco con il governo, ha garantito, Un governo che ha sbagliato parecchio, a cominciare dal jobs act  «che non è servito» e dalla «nostra posizione a Bruxelles» che è più debole proprio perché «non sono state fatte riforme vere».

Stefano Parisi e il progetto per il centrodestra

Stefano Parisi ha evocato più volte lo spirito del ’94, quando Silvio Berlusconi fondò Forza Italia nella riunione organizzativa al teatro San Carlo, dove si era trovato con i volontari della sua campagna dopo il voto delle amministrative, senza grandi nomi del partito ma consiglieri, ex consiglieri e appassionati (fra gli altri Renato Farina, Maryan Ismail fuoriuscita dal Pd, Stefano Pillitteri e l’azzurra Elena Centemero e persino un paio di adolescenti). «Da qui ripartiamo, da Milano», ha detto l’ex candidato sindaco rivendicando il 47% di voti ottenuti. Non abbastanza per vincere ma un miracolo rispetto ai sondaggi iniziali. Da allora molto è successo. Silvio Berlusconi gli ha dato l’incarico di fare una due diligence in Forza Italia, e rilanciare il progetto del centrodestra. E se Stefano Parisi ha incassato l’apertura di Umberto Bossi che lo considera un interlocutore e la smentita di Giovanni Toti a un partito dei governatori con i leghisti Zaia e Maroni («sto bene in Forza Italia», ha detto il presidente della Liguria), si è trovato a dover rispondere alle critiche del segretario della Lega Matteo Salvini e alla diffidenza di molti esponenti di spicco di Forza Italia. Forse per questo, ci ha tenuto a dire che la convention sarà «un luogo non contro i partiti ma al di là dei partiti per portare un contributo al futuro del Paese».

«Costruire l’alternativa al centrosinistra con il contributo di tutti»

Per dimostrare che non è “contro” ma “per” qualcosa ha deciso di chiamare l’appuntamento Energie per l’Italia. Idee per riaccendere il Paese. Sul palco non politici ma professionisti dei settori più diversi incluse persone che a un incontro di partito non avrebbero partecipato. «La politica – ha osservato Stefano Parisi – non deve avere paura dei contributi o rischia di morire, di non avere un rapporto con la realtà». L’obiettivo è quello di arrivare (non solo con questo appuntamento ma con altri simili che saranno organizzati in tutta Italia) a un programma di governo «alternativo al centrosinistra con il contributo di tutti». Una base «liberale e popolare» come quella del ’94. Il no all’inciucio con Renzi lo ha dimostrato andando all’attacco delle sue «mezze riforme», ribadendo il no al referendum e rivendicando che «i veri riformatori siamo noi» mentre «i 5 Stelle non sono un’alternativa credibile per il governo del Paese, non hanno struttura, capacità di governare e valori. Noi – ha spiegato – siamo una forza che si prepara a governare con il contributo di tutti», che «non sostituisce i partiti», che «non è un nuovo partito» o un rifugio per partiti usciti da Forza Italia o altre realtà. Stefano Parisi ha assicurato che resterà in consiglio comunale «per i prossimi anni» ma il progetto è a livello nazionale.