Ritrovata la bandiera di Ground Zero: la sua scomparsa tra le macerie resta un mistero

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Tra i misteri che avvolgono quel terribile 11 settembre di 15 anni fa c’è anche quello che getta strane ombre sulla strana scomparsa della bandiera di Ground Zero, perduta da 15 anni tra le macerie delle Torri Gemelle, imperituro simbolo di quel massacro di innocenti che ha stravolto il mondo. Il vessillo, poi, è stato ritrovato: tanto che oggi entra nelle collezioni del museo dell’11 settembre istituito in memoria delle stragi e che oggi, nel giorno di quel triste anniversario, sarà una delle mete del pellegrinaggio commemorativo. Resta, però, il mistero di cosa sia successo alla bandiera issata dai soccorritori sulle macerie delle Twin Tower il giorno stesso degli attentati in una immagine ripresa da un fotografo di un giornale del New Jersey, Thomas Franklin, e diventata immediatamente un simbolo universale, proprio come l’icona della bandiera di Iwo Jima.

La Bandiera di Ground Zero, simbolo come quella di Iwo Jima

Nella memoria collettiva mondiale, infatti, quell’immagine di “Old Glory” divenne emblema della resilienza di New York dopo il peggiore attentato su suolo americano che la storia degli Stati Uniti ricordi. La bandiera, recuperata da tre pompieri su uno yacht all’ancora sul fiume Hudson, scomparve però misteriosamente pochi giorni dopo l’11 settembre, per riemergere altrettanto poco chiaramente due anni fa nello stato di Washington. Si scoprì quasi subito che il vessillo dispiegato di nuovo alla riapertura dello Yankee Stadium e poi su unità navali in Medioriente prima di ritornare a City Hall nel 2002 con le firme del sindaco Rudy Giuliani, del successore Michael Bloomberg e del governatore George Pataki, non era quello originale, ma un altro, decisamente più grande, che avrebbe dovuto rimpiazzare l’assenza dell’originale. Originale che, quindi, nel frattempo era scomparso: forse rubato, forse smarrito nella confusione di quei primi, concitati giorni di operazioni di soccorso, salvo poi riapparire alla fine del 2014 dopo che il giallo sulle sue fantomatiche peregrinazioni, apparizioni e scomparse, era andato in onda persino su History Channel. “Ci siamo limitati a mettere in onda l’equivalente moderna dei poster wanted“, ha spiegato al New York Times Brad Meltzer, il conduttore.

Un mistero, quello della sua scomparsa, durato 15 anni

Un mistero che ha avvolto la bandiera di Ground Zero fin nella trama del suo tessuto logoro e fino a quattro giorni fa quando, un ex marine di nome Brian, rispondendo all’appello tv, è entrato con una busta di plastica in una stazione dei vigili del fuoco di Everett nello stato di Washington. Brian aveva raccontato di aver ricevuto la bandiera da un dipendente federale che a sua volta l’avrebbe ottenuta dalla vedova di una vittima dell’11 settembre. L’intera storia non ha logicamente avuto il tempo di essere verificata, mentre sembra ormai certo che l’esemplare recuperato a Everett sia davvero l’originale: l’analisi della polizia scientifica ha verificato la presenza di quel mix di particelle di cemento, fibra di vetro, plastica e frammenti fusi di metallo e amianto. In altre parole, il tessuto a stelle e strisce trasuda ancora tracce di quella nube di Ground Zero che per giorni, da quella mattina di 15 anni fa, sarebbe calata su Manhattan, lasciando la sua impronta di morte non solo sul vessillo, ma sull’America ferita al cuore e sul mondo intero.