Il cda Rai approva il “tetto” sulle retribuzioni. Con le solite eccezioni…

Tetto agli stipendi della Rai? Sì, anzi no. Il cda Rai ha approvato all’unanimità il regolamento sulle retribuzioni dei dirigenti che – come spiegato dal presidente Monica Maggioni in Vigilanza – recepisce il tetto di 240 mila euro ma prevede per alcune figure la possibilità di andare oltre «in modo variabile e per un tempo determinato». «Con il regolamento sugli stipendi la Rai stabilisce che c’è un modo per cui il limite può essere applicato garantendo il futuro dell’azienda. Dire che non si possa mai avere un manager con uno stipendio sopra i 240 mila euro è molto pericoloso», ha però aggiunto la presidente Maggioni in Vigilanza, spiegando che «è stata individuata una linea virtuosa che risponde alla natura ibrida della Rai con poche, pochissime, figure apicali con stipendi coerenti con le linee di mercato».

Il tetto può sforare anche del 30 per cento…

«Sugli stipendi ci siamo incamminati su una strada più attenta rispetto al passato da un lato e sostenibile dall’altro». Lo ha detto il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto in Commissione di Vigilanza, aggiungendo che se «il parlamento approverà poi il tetto è ovvio che ci adegueremo alle indicazioni di legge». Il dg ha spiegato che il documento di autoregolamentazione della Rai distingue tra ruoli editoriali, «sui quali la Rai decide sostanzialmente le condizioni di mercato», e i ruoli corporate. «L’obiettivo – ha proseguito – è posizionarsi sotto il 20% del valore di mercato con un tetto alla parte fissa delle retribuzioni di 240 mila euro più una parte variabile». Questo schema, per quanto riguarda le figure editoriali vale per ruoli specifici come ad esempio – secondo quanto precisato da Campo Dall’Orto – il direttore del Tg1. Per i contratti a tempo determinato fino a 3 anni è previsto un aumento del tetto del 30%. Per quanto riguarda i ruoli corporate sono state identificate 10 posizioni che possono avere una indennità di funzione, quindi una quota fissa, legata al ruolo di 50 mila euro, oltre al normale stipendio. Tra queste figure il dg ha citato il Cfo, il Cto, l’Ad di Rai Pubblicità, il direttore delle Risorse umane, il direttore della comunicazione e quello degli Affari legali.