Europa, Renzi mostra i muscoli perché arranca nella campagna referendaria

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Dopo lo “strappo di Bratislava” Matteo Renzi continua ad alzare la voce contro le politiche di austerity e conferma – parlando a Firenze al Wired Next Fest – le critiche a Francia e Germania: “Cosa è accaduto dopo la Brexit? Si è fatto un percorso per arrivare al vertice di Bratislava, dove si è deciso che poi faremo un altro vertice a Roma nel marzo 2017, e alla fine ieri si è detto più o meno le stesse cose. Rispetto all’incontro di Ventotene non si sono fatti passi in avanti, ad esempio su due temi, come l’immigrazione e la crescita“. Sui motivi reali di questa levata di scudi del premier l’interpretazione prevalente è che Renzi, ormai in piena campagna referendaria, abbia assunto un atteggiamento da duro, voltando la faccio all’asse Berlino-Parigi, allo scopo di catturare consensi. Prima lo “show europeista” di Ventotene, accusa Maurizio Gasparri, e ora questo mostrare i muscoli al fine di recuperare consensi. Ha detto infatti Renzi: “Va bene l’attenzione alle regole, e noi le rispettiamo, ma possiamo dire che queste non funzionano e lavorare per cambiarle. Noi non possiamo fare la foglia di fico ai problemi degli altri: io non sono fico e non sono foglia; noi non vogliamo far finta di nulla. L’Italia vuole più Europa, ma vuole Europa diversa e su questo si fa sentire”.

A Bratislava lo strappo lo hanno fatto Merkel e Hollande

A Bratislava non è stato Renzi a “strappare”, sono stati Hollande e Merkel a non coinvolgerlo – commenta Mara Carfagna di Forza Italia – si sono presentati al consiglio europeo con documenti scritti a quattro mani; hanno organizzato una conferenza stampa a due; e solo all’ultimo lo hanno chiamato. L’atteggiamento di Francia e Germania è inaccettabile e l’Italia anche in passato ha pagato un caro prezzo alle pretese egemoniche tedesche e all’ambiguità francese. Servirebbero autorevolezza, legittimazione democratica e credibilità. Invece il premier ha pensato bene che era meglio dare un segno della sua presenza in Europa sbattendo i pugni. Per di più, in un consiglio europeo che non poteva assumere alcuna decisione formale, per la sua natura “informale”. L’isolamento in cui Renzi è voluto cadere rischia di costare caro alle tasche degli italiani. Difficilmente potrà ottenere la flessibilità che chiede sul deficit. Tantomeno potrà contare sul sostegno europeo di fronte a nuove ondate di migranti. Una politica miope, tutta orientata all’ombelico referendum, genera mostri”.

E sul tema dei migranti Renzi ha confermato l’isolamento dell’Italia in Europa: “Sull’immigrazione, il punto non è che noi vogliamo accogliere e loro no. Se è giusto salvare tutti in mare, non è giusto accogliere tutti solo in Sicilia e Puglia. Noi siamo italiani, quindi generosi, però non possiamo lasciare che un problema come l’immigrazione esploda per l’incapacità dell’Europa”.

 

Meloni: “Il vertice sull’Europa fallimento di Renzi e Alfano”

«Il vertice europeo di Bratislava ha messo a nudo la crisi della Ue e il fallimento totale delle politiche del Governo Renzi-Alfano». Lo afferma Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. «Le sfide da affrontare sono quattro: sicurezza, immigrazione, crescita economica, lavoro. I tecnocrati europei non hanno soluzioni, il Governo italiano ha solo ricette sbagliate. Il bluff ormai è stato scoperto e con Renzi e Alfano l’Italia è condannata alla povertà e a diventare il campo profughi d’Europa. La strada da percorrere – conclude la Meloni – l’abbiamo già indicata da tempo: guerra all’Isis e al terrorismo; stop agli sbarchi e all’immigrazione incontrollata; scioglimento controllato e concordato dell’Euro; difesa dell’economia reale e delle produzioni locali e non degli interessi della grande finanza».