La Cia beffata da due ventenni russi: si fingono spie per ottenere denaro

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Contattare la Cia, ritrovarsi protagonisti di una spy story, con tanto di scambio di segreti in cambio di dollari, finire nel mirino dei servizi segreti di Mosca. E uscirne senza conseguenze drammatiche. È l’avventura vissuta da due ventenni russi e riferita dall’agenzia di Stato russa, Tass, citando fonti dei servizi.

L’abbocco di un ventenne agli 007 Usa

A mettere in moto il meccanismo da intrigo internazionale è stato un ragazzo di Borzia, nella regione del Zabaikalsky, con un messaggio postato sul sito della Cia, «in cui proponeva – ha riferito la Tass – di vendere informazioni segrete delle forze armate russe». La vicenda si sarebbe potuta chiudere lì, se la Cia non avesse preso sul serio la proposta del giovane, nato nel 1993, e non avesse risposto e iniziato a fare domande di varia natura e in particolare sulle basi militari.

Denaro in cambio di (finti) segreti militari

«In questa fase non si parlava ancora di denaro», ha sottolineato l’agenzia di sicurezza russa, Fsb. Ma la giovane finta spia, che di mestiere fa il programmatore, deve aver colto la possibilità di guadagno e si è rivolto a un suo amico, anche lui ventenne, che stava svolgendo il servizio di leva. Anche l’insider, però, non era in grado di dare risposte alle domande della Cia e così i due hanno iniziato a proporre agli americani storie inventate di sana pianta, sperando di ottenere denaro in cambio.

La sorpresa di Mosca per l’ingenuità della Cia

A mettere fine a quella che è stata definita una «pagliacciata» ci hanno pensato, però, gli agenti russi, i quali, riferendo la storia, non hanno nascosto la sorpresa per l’ingenuità dimostrata dalla Cia, che ha instaurato un dialogo con una fonte «così dubbia». Per far rientrare nei ranghi i due giovani gli 007 di Mosca si sono limitati a una «ammonizione ufficiale» senza aprire alcun procedimento penale, visto che i ragazzi «non erano in possesso di veri segreti».