Barelli confermato presidente della Federnuoto: ora è guerra con il Coni

Paolo Barelli è stato confermato presidente della Federazione italiana nuoto per il prossimo quadriennio olimpico 2016/2020 dopo il voto dell’Assemblea elettiva che si è tenuta in un noto albergo della Capitale. Il numero uno uscente e dimissionario ha ottenuto 13.811 (83,4%) voti contro i 2.158 (13,03%) voti raccolti dallo sfidante Alessandro Valentini. Ci sono state 591 schede bianche (3,57%). Per Barelli si tratta del quinto mandato consecutivo alla guida della Fin. La sua elezione sarà ora valutata dal Coni, il cui ufficio legale lo ritiene ineleggibile per violazione della clausola compromissoria, in attesa del giudizio di merito del Tar del Lazio riguardo al suo ricorso contro la decadenza dalla carica di presidente federale.  Alla prossima Giunta nazionale del Coni, prevista per il 23 settembre alle ore 9 a Cagliari, al posto di Barelli come membro di Giunta si insedierà il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, la cui nomina è stata ratificata dal Consiglio nazionale del Coni.

Barelli e Malagò ai Ferri corti

È in atto quindi un clamoroso conflitto di poteri tra Malagò e Barelli, che finirà all’attenzione di Palazzo Chigi. Barelli, che è stato parlamentare di Forza Italia e del Pdl, ha chiesto «un ormai indispensabile intervento del governo, autorità vigilante sul Coni, ai fini di valutare la legalità e legittimità di continue forzature contro di me e la Federazione Italiana Nuoto». «Rammento che gli uffici legali del Coni secondo cui io e consiglieri federali uscenti saremmo ineleggibili – aveva detto Barelli alla vigilia dell’assemblea elettiva – sono gli stessi che, attraverso un parere pro veritate, hanno ispirato la denuncia per truffa aggravata sostenuta avverso la Fin e successivamente ritenuta inesistente dagli organi giudiziari, malgrado due opposizioni del Coni ad altrettante richieste di archiviazione». Negli oltre 15 anni di presidenza Barelli, la Federazione Italiana Nuoto ha conquistato quindici medaglie olimpiche e 71 mondiali in otto edizioni con 21 ori, 20 argenti e 30 bronzi. Ora la palla passa al governo.